Premi trimestrali con memoria per Leonteq
La protezione del capitale è resa più efficiente dal fatto che l'evento barriera sarà rilevato solo sul secondo titolo peggiore
Alberto Micheli
24/07/2021
Da un paio di giorni ha debuttato sull’Mtf SeDeX di Borsa italiana una nuova serie di Express certificates targati Leonteq Securities. Si tratta di uno strumento riconducibile alla categoria dei “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato da un paniere “Worst of” composto dai quattro titoli domestici Eni, Intesa SanPaolo, Stellantis e UniCredit. In relazione a come si muoveranno queste quattro azioni nei prossimi anni, il certificato potrà offrire un rendimento di tipo cedolare, mentre non è prevista alcuna partecipazione diretta alla performance dei titoli, se non nel caso peggiore, cioè di forte ribasso di almeno due di questi.
Struttura del prodotto. Il certificato viene proposto con una scadenza di tre anni (19 luglio 2024), accompagnata da ben nove finestre trimestrali di possibile esercizio anticipato, che si attiveranno a partire dal 19 aprile 2022 e che potranno ridurre anche sensibilmente la durata dell’investimento. Se in una di queste date di valutazione anche il peggiore tra i quattro sottostanti (“Worst of” appunto) farà segnare una performance positiva, il certificato sarà liquidato in automatico al prezzo di emissione (1.000 euro). Sempre con cadenza trimestrale, ma partendo già dal prossimo 19 ottobre, lo strumento potrà inoltre pagare una cedola condizionata del valore unitario di 20 euro (2% lordo trimestrale), che sarà effettivamente corrisposta solo nelle occasioni in cui tutti i sottostanti chiuderanno a un livello superiore al cosiddetto “Coupon Trigger Level”, che per tutti è fissato al 60% del rispettivo valore iniziale: in sostanza, nelle date di valutazione in cui nessuno dei sottostanti coinvolti farà segnare una perdita pari o superiore al 40% rispetto allo strike, la cedola sarà pagata, mentre se anche uno solo dei quattro titoli non rispetterà tale vincolo, la cedola non sarà corrisposta. A questo proposito va però rilevato come tutti questi importi possano beneficiare del cosiddetto “effetto Memoria”, in virtù del quale i premi eventualmente non pagati potranno essere sempre recuperati alla prima occasione utile, naturalmente al rispetto della condizione di pagamento. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) se almeno tre dei quattro titoli coinvolti chiuderanno al di sopra della rispettiva barriera, posta anch’essa al 60% dello strike, il certificato sarà liquidato al prezzo di emissione. Rispetto a quanto accade solitamente per i certificati “Worst of”, in questo caso la protezione del capitale non sarà quindi vanificata anche se uno solo dei sottostanti coinvolti comprometterà la barriera, ma sarà necessario che almeno due titoli maturino una perdita pari o superiore al 40%. Il pagamento del premio finale sarà invece sempre vincolato al rispetto della soglia limite da parte di tutti i titoli appartenenti al paniere; b) se almeno due delle quattro azioni chiuderanno infine a un livello pari o inferiore alla barriera, il certificato replicherà integralmente le performance del titolo peggiore.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha la classica logica intermedia tra un investimento di tipo obbligazionario e uno di tipo azionario: per ciò che riguarda il rendimento potenziale, il profilo dei premi periodici rimanda alla realtà dei bond, anche se il fatto che siano condizionati introduce un rischio addizionale di mancato incasso, comunque attenuato dall’effetto Memoria. Il rischio di perdita rimanda invece al profilo di un investimento in azioni, soprattutto considerando che l’esposizione è accentuata dal meccanismo “Worst of”: quest’ultima componente di rischio è peraltro a sua volta ridotta dal fatto che l’evento barriera sarà rilevato sul secondo titolo peggiore e non sul primo, ammettendo quindi che un singolo sottostante possa anche fallire la rilevazione finale senza che questo comprometta il rimborso del capitale. L’aspetto però probabilmente più interessante è legato alla data di fixing, che ha coinciso proprio con la violenta ondata correttiva che ha colpito i listini a inizio settimana e che ha garantito al certificato la definizione di strike particolarmente generosi rispetto alla media di periodo. (riproduzione riservata)