Mediobanca, i costi penalizzano la flessibilità
Le alte commissioni rendono la gestione dell'investimento poco flessibile anche se la barriera che vincola la protezione è lontana
Alberto Micheli
23/02/2019
Si chiuderà lunedì prossimo il collocamento promosso da Banca Mediolanum di una nuova serie di Premium Coupon certificates targati Mediobanca. Lo strumento sarà destinato alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx e sarà emesso giovedì 28 febbraio a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari al 7,53% e una quota di costi di strutturazione pari all1,2%: tutti questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato del prodotto, che a parità di altre condizioni sarà quindi decisamente inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dalla coppia di indici Ftse Mib ed EuroStoxx50. A seconda di come si muoveranno i due panieri, il certificato potrà inoltre offrire un rendimento di tipo cedolare, mentre non è prevista alcuna partecipazione diretta alle oscillazioni dei due mercati, se non nel caso peggiore, cioè di forte ribasso degli indici. A dispetto dell’opzione di protezione condizionata del capitale, che riduce parzialmente l’esposizione dell’investimento, il rischio è comunque abbastanza elevato per effetto dell’indicizzazione a due diversi sottostanti con una logica di tipo “Worst of”, che considera cioè come riferimento rilevante l’indice che di volta in volta farà registrare la performance peggiore.
Il certificato viene offerto con una scadenza di sei anni (28 febbraio 2025), senza alcuna opzione autocallable: non è quindi prevista alcuna finestra di esercizio anticipato automatico, che possa ridurre la durata dell’investimento. La quotazione su EuroTlx garantirà comunque la possibilità di liquidare il prodotto in qualunque momento, alle condizioni espresse dal mercato, ma considerando l’elevato ammontare della commissione di collocamento, una vendita anticipata potrà far pesare tale costo in modo decisivo. La struttura prevede il pagamento di un set di premi trimestrali condizionati, che saranno effettivamente corrisposti se nelle relative date di valutazione entrambi i sottostanti chiuderanno a un livello almeno pari al cosiddetto “livello barriera”, posto al 75% del valore iniziale dei due indici, che sarà definito il prossimo 28 febbraio. Concretamente, dal 21 maggio prossimo (incluso) al 21 febbraio 2025 (incluso) il certificato pagherà una cedola trimestrale lorda dell’1,25%, nelle occasioni in cui né il Ftse Mib né l’EuroStoxx50 avranno perso più del 25% dal rispettivo valore iniziale: nelle rilevazioni trimestrali in cui tale condizione sarà verificata il premio sarà pagato, mentre nelle altre non sarà corrisposto, né potrà essere recuperato successivamente. A scadenza, il rimborso del capitale iniziale sarà infine vincolato al rispetto di un cosiddetto “Livello di Knock-In”, pari al 50% del valore iniziale: se entrambi gli indici rispetteranno tale limite di perdita, il certificato sarà liquidato al suo prezzo di emissione, mentre in caso contrario, cioè se anche uno solo dei due avrà perso più del 50%, il certificato replicherà la performance finale dell’indice peggiore.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra un investimento di tipo obbligazionario e uno di tipo azionario: per ciò che riguarda il rendimento potenziale, il profilo cedolare dei pagamenti periodici rimanda alla realtà dei bond, ma il rischio di perdita è in linea con quello di un investimento in azioni, con l’ulteriore aggravante della doppia esposizione, che in caso di scenario negativo potrà aumentare la probabilità di dover incassare una perdita anche rilevante. Certo, la soglia limite è molto lontana e implica uno scenario fortemente negativo, nel quale almeno uno dei due indici dovrà perdere più del 50% al termine dei prossimi sei anni, ma considerando anche l’ammontare delle cedole e la non garanzia di pagamento delle stesse, questa proposta nasconde più di qualche insidia. L’elevato impatto dei costi d’ingresso rende inoltre poco flessibile la gestione dell’investimento nel breve/medio termine, in caso di necessità o peggio di andamento avverso dei mercati. (riproduzione riservata)