Cedole mensili garantite per il primo anno
Dopo 12 mesi si attiverà un'opzione di esercizio anticipato e i premi mensili saranno vincolati a un limite di perdita massima
Alberto Micheli
04/05/2024
A inizio settimana si è aperta la fase di collocamento di una nuova serie di Phoenix certificates targata Mediobanca, che sarà poi ammessa a quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Lo strumento sarà disponibile in sottoscrizione fino al prossimo 24 maggio, mentre il giorno 29 sarà emesso a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari al 4,10%: questo elemento di costo andrà a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Il prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale investito vincolata al rispetto di un limite di perdita massima da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dai tre titoli Axa, Eni e Finecobank, secondo il classico meccanismo “Worst of”. Il certificato offrirà inoltre un’opportunità di guadagno di tipo cedolare che sarà in parte svincolata dall’andamento delle tre azioni. I rischi del prodotto sono inferiori rispetto a quelli legati a un eventuale investimento diretto nei tre titoli, per effetto proprio della presenza di una protezione condizionata del capitale, ma anche il potenziale di rendimento è naturalmente più sacrificato.
Il certificato viene offerto con una scadenza di quattro anni (5 giugno 2028) e prevede anche una serie di finestre mensili di possibile esercizio anticipato, che si attiveranno a partire dalla fine del primo anno (3 giugno 2025) e in corrispondenza delle quali lo strumento potrà essere esercitato se i sottostanti in gioco rispetteranno tutti il cosiddetto “Livello della Liquidazione Anticipata Automatica”: tale soglia limite sarà di tipo decrescente e partirà dal 100% dello strike per poi diminuire di 5 punti ogni sei mesi, arrivando quindi potenzialmente al 75% nell’ultimo semestre. Sempre con cadenza mensile, ma partendo già dal prossimo 4 luglio, lo strumento potrà inoltre pagare una serie di importi addizionali di ammontare pari allo 0,86% del valore nominale (10,32% lordo annuo), che per tutto il primo anno (fino al 3 giugno 2025) saranno di tipo incondizionato, cioè saranno corrisposti indipendentemente dal comportamento dei tre sottostanti coinvolti, mentre successivamente diventeranno condizionati e saranno pagati solo nelle occasioni in cui i tre titoli rispetteranno il cosiddetto “Livello di Pagamento della Remunerazione Condizionata”, posto al 70% dello strike. Questa seconda tranche di premi mensili potrà inoltre beneficiare dell’effetto memoria: se anche uno solo dei titoli non dovesse rispettare la condizione di pagamento, il premio in questione non sarà corrisposto, ma potrà essere recuperato successivamente alla prima occasione utile, quando la stessa condizione dovesse risultare nuovamente verificata. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, il rimborso del capitale iniziale dovrà infine sottostare al rischio di mercato, nella misura in cui la garanzia del valore nominale sarà subordinata al rispetto di un livello barriera posto al 60% dello strike. Concretamente, a scadenza potranno verificarsi due scenari alternativi: a) se i tre titoli chiuderanno tutti a un livello almeno pari alla barriera, il certificato sarà liquidato al suo prezzo di emissione (1.000 euro); b) se anche uno solo dei tre titoli chiuderà invece al di sotto della barriera, avendo quindi maturato una perdita finale superiore al 40%, il certificato rimborserà un importo commisurato alla performance finale del titolo peggiore.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra la realtà obbligazionaria e quella azionaria: la protezione del capitale è vincolata al rispetto di un limite massimo di perdita che introduce un certo grado d’incertezza sull’ammontare del rimborso finale, tanto più in presenza di un triplo sottostante e del meccanismo “Worst of” che ne gestisce l’effettivo impatto. Il rendimento di tipo cedolare, parzialmente di tipo incondizionato, strizza invece l’occhio al mondo obbligazionario, con un rendimento potenziale piuttosto interessante, ancorché associato, come detto, a un rischio sul capitale non trascurabile. (riproduzione riservata)