Cedole mensili con memoria da Mediobanca
Possibile esercizio anticipato a partire dal nono mese con una performance non negativa di Enel e Intesa Sanpaolo
Alberto Micheli
05/10/2024
Si chiuderà martedì prossimo il collocamento di una nuova serie di certificati Knock-in Reverse Convertible targati Mediobanca, che saranno poi destinati alla quotazione su Cert-X. Lo strumento sarà emesso venerdì 18 ottobre a un prezzo unitario piuttosto elevato, 20.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari al 3%: questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato del prodotto, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dalla coppia di titoli Enel e Intesa Sanpaolo. Il certificato offrirà un rendimento di tipo cedolare, anch’esso condizionato rispetto all’andamento dei due sottostanti: non è invece prevista alcuna partecipazione diretta alla performance finale dei due titoli, se non nello scenario peggiore, cioè di forte ribasso di almeno uno dei due (criterio “Worst of”).
Il certificato viene proposto con una scadenza di tre anni e mezzo (18 aprile 2028), che sarà però accompagnata da una fitta sequenza di finestre mensili di esercizio anticipato, che si attiveranno al termine dei primi nove mesi e che potranno ridurre la durata dell’investimento anche in modo sensibile: nello specifico, a partire dal 7 luglio 2025, ogni mese il certificato potrà essere liquidato anticipatamente al prezzo di emissione di 20.000 euro, se nella relativa data di valutazione entrambi i sottostanti chiuderanno a un livello almeno pari al 100% del rispettivo valore iniziale (performance non negativa), che a sua volta sarà calcolato come media aritmetica delle chiusure che saranno rilevate nei giorni 7, 8, 9, 10 e 11 ottobre 2024. Sempre con frequenza mensile (scadenza compresa), partendo però già dal prossimo 7 novembre, il certificato potrà inoltre pagare un importo addizionale condizionato del valore di 134 euro (0,67% lordo mensile, l’8,04% su base annua), che sarà però corrisposto nelle sole occasioni in cui Enel e Intesa Sanpaolo chiuderanno entrambe a un livello almeno pari al 55% del rispettivo valore iniziale. Da notare che gli importi addizionali eventualmente non corrisposti per effetto del mancato rispetto della condizione di pagamento, potranno essere tutti recuperati in qualunque data di valutazione successiva, potendo contare sul cosiddetto “effetto Memoria”. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) rimborso al prezzo di emissione in caso di chiusura di entrambi i sottostanti non inferiore alla barriera, posta sempre al 55% del rispettivo strike. In questo scenario sarà pagato anche l’ultimo premio di competenza più quelli eventualmente in memoria; b) rimborso in linea con la performance del sottostante peggiore in caso di perdita finale di almeno uno dei due titoli superiore al 45%.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra la realtà obbligazionaria e quella azionaria: il rendimento di tipo cedolare rimanda alla logica dei bond, anche se il fatto che tali importi siano condizionati espone la stessa componente di rendimento a un rischio di mercato, pur con la presenza di un effetto memoria che ne riduce l’impatto. Anche sul fronte del capitale gli elementi di rischio non sono trascurabili, nonostante la barriera posta al 55% del valore iniziale dei due sottostanti sia abbastanza generosa. Basterà però che uno solo dei due titoli superi il limite di perdita massima per imporre un risultato negativo. D’altro canto, l’opzione mensile di esercizio anticipato potrà permettere di sfruttare un eventuale scenario positivo anche solo limitato nel tempo: per esempio, se Enel e Intesa Sanpaolo dovessero entrambi chiudere i prossimi nove mesi (luglio 2025) con un saldo non negativo, l’investimento si chiuderebbe anticipatamente alla prima occasione utile, garantendo il rendimento previsto e riducendo anche drasticamente l’orizzonte temporale della strategia operativa. (riproduzione riservata)