Capitale garantito sul tech
Il prodotto vincola lo stacco di cedole annuali con effetto memoria all'andamento dei titoli Amazon e Alibaba
Alberto Micheli
31/01/2026
Si chiuderà venerdì 20 febbraio la fase di collocamento di una nuova serie di Protection certificates targati Mediobanca, destinati alla quotazione su EuroTlx. Lo strumento sarà emesso il 25 febbraio prossimo a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento che vanno da un minimo del 2,40% fino a un massimo del 3,50% dell'ammontare nominale collocato: questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale protetto”, che offrono cioè una protezione incondizionata del capitale investito, quindi svincolata da qualunque condizione accessoria legata all’andamento del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato da un paniere “Worst of” composto dalla coppia di titoli Amazon.com e Alibaba Group Holding. A seconda di come si muoveranno le due azioni nei prossimi anni, il certificato potrà offrire un rendimento di tipo cedolare, limitando i rischi di perdita in funzione proprio della presenza di un rimborso minimo garantito a scadenza. L’esposizione del prodotto è decisamente inferiore rispetto a quella di un eventuale investimento diretto nei due titoli, per effetto proprio della presenza di un fattore di protezione, ma anche il potenziale di rendimento sarà ridotto in quanto non è prevista alcuna partecipazione al rialzo.
Il certificato viene offerto con una scadenza di quattro anni (25 febbraio 2030), senza alcuna opzione di esercizio anticipato, che possa ridurre la durata dell’investimento. L’orizzonte operativo dovrà quindi essere di ampio respiro, anche se la quotazione su Cert-X garantirà comunque la possibilità di liquidare il prodotto in qualunque momento, alle condizioni espresse dal mercato. La struttura è relativamente semplice e prevede il pagamento condizionato di un premio annuale pari al 5% lordo, che sarà effettivamente corrisposto nelle occasioni entrambi i titoli in gioco chiuderanno a un livello pari o superiore al cosiddetto “Livello Importo Addizionale”, posto 100% dello strike. Nelle date di valutazione annuali (11 febbraio 2027, 11 febbraio 2028, 12 febbraio 2029 e 11 febbraio 2030) in cui questa condizione sarà rispettata, il certificato pagherà una cedola unitaria di 50 euro: se anche uno solo dei due titoli chiuderà invece con una performance negativa, l’importo annuale non sarà pagato, ma potrà essere recuperato successivamente in virtù dell’effetto memoria. A scadenza, il rimborso dell’investimento sarà infine garantito da una protezione integrale del valore nominale: indipendentemente dall’andamento dei due titoli, il prezzo di liquidazione sarà cioè sempre pari a 1.000 euro. Anche in questa occasione, il pagamento dei premi annuali sarà però sempre vincolato al rispetto del “Livello Importo Addizionale”.
Rischio/rendimento. Questo certificato propone un mix tra un investimento di tipo obbligazionario e uno di tipo azionario: la garanzia di rimborso del valore nominale a scadenza rimanda chiaramente alla realtà dei bond, anche per ciò che riguarda il rischio di credito associato all’investimento, che riprende quello di un’obbligazione senior non subordinata. La natura condizionata delle cedole, che vincola la probabilità di guadagno all’ipotesi di uno scenario non negativo rimanda invece alla realtà del mercato azionario, pur con l’evidente eccezione rappresentata dalla presenza di un fattore di protezione, che riduce drasticamente il rischio rispetto a un eventuale investimento diretto sui due titoli: questa eccezione si traduce però naturalmente in una contestuale limitazione del rendimento potenziale. Questo strumento conferma una volta di più l’estrema flessibilità che possono offrire i certificati d’investimento in termini di bilanciamento del rapporto tra rischio e rendimento e nell’occasione propone una combinazione più sbilanciata verso l’esigenza di preservare il capitale investito. (riproduzione riservata)