Cedole con memoria da un doppio sottostante
Il certificato vincola l'esito positivo dell'investimento alla dinamica di Nexi e Stellantis, che non dovranno perdere più del 39%
Alberto Micheli
11/09/2021
Lunedì 30 agosto si è aperto il collocamento di una nuova serie di certificati Phoenix targati Mediobanca, che saranno in distribuzione fino al prossimo 1 ottobre per poi essere ammessi a quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Lo strumento sarà emesso mercoledì 6 ottobre a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari al 3%: questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato del prodotto, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dalla coppia di titoli Nexi e Stellantis. Il certificato offrirà un rendimento di tipo cedolare, anch’esso condizionato rispetto all’andamento dei due sottostanti: non è invece prevista alcuna partecipazione diretta alla performance finale dei due titoli, se non nello scenario peggiore, cioè di forte ribasso di almeno uno dei due (criterio “Worst of”).
Il certificato viene proposto con una scadenza di tre anni (14 ottobre 2024), che sarà però accompagnata da una fitta sequenza di finestre mensili di esercizio anticipato, che si attiveranno a partire dal 6 ottobre 2022, quindi dopo la fine del primo anno: in ognuna di queste 24 finestre mensili il certificato potrà essere liquidato anticipatamente al suo prezzo di emissione (1.000 euro), se nella relativa data di valutazione entrambi i sottostanti chiuderanno a un livello almeno pari al rispettivo valore iniziale (performance non negativa), che a sua volta sarà definito in base alle chiusure dei due titoli rilevate il prossimo 6 ottobre. Sempre con frequenza mensile (scadenza compresa), ma partendo già dal prossimo 8 novembre, il certificato potrà inoltre pagare un importo addizionale condizionato del valore unitario di 5 euro (0,5% lordo mensile, il 6% lordo su base annua), che sarà però corrisposto nelle sole occasioni in cui Nexi e Stellantis chiuderanno entrambe a un livello almeno pari al 61% del rispettivo valore iniziale, cioè non faranno segnare una perdita superiore al 39%. Gli importi eventualmente non corrisposti potranno però essere tutti recuperati in qualunque data di valutazione successiva, potendo contare sul cosiddetto “effetto Memoria”. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) rimborso al prezzo di emissione in caso di chiusura di entrambi i sottostanti non inferiore alla barriera, posta sempre al 61% del rispettivo strike. In questo scenario sarà pagato anche l’ultimo importo addizionale di competenza più quelli precedenti eventualmente trattenuti; b) rimborso in linea con la performance del sottostante peggiore in caso di perdita finale di almeno uno dei due titoli superiore al 39%. In questo scenario il risultato dell’investimento sarà evidentemente negativo.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha la classica logica intermedia tra la realtà obbligazionaria e quella azionaria: il rendimento di tipo cedolare rimanda alla logica dei bond, anche se il fatto che tali importi siano condizionati espone la stessa componente di rendimento al rischio di mercato, pur con la presenza dell’effetto memoria che ne riduce l’impatto. Anche sul fronte del capitale gli elementi di rischio non sono trascurabili: la barriera posta al 61% del valore iniziale è generosa, ma non del tutto rassicurante, alla luce sia della velocità di movimento mostrata dai due sottostanti sia soprattutto del meccanismo “Worst of”, secondo cui sarà sufficiente che uno solo dei due titoli superi il limite di perdita massima per imporre un risultato negativo. D’altro canto, l’opzione mensile di esercizio anticipato potrà permettere di sfruttare un eventuale scenario positivo anche solo limitato nel tempo: per esempio, se Nexi e Stellantis dovessero chiudere i prossimi 12 mesi (ottobre 2022) con un saldo non negativo, l’investimento si chiuderebbe subito, garantendo il rendimento previsto e riducendo anche drasticamente l’orizzonte temporale della strategia operativa. (riproduzione riservata)