Deutsche Bank, cedole condizionate con memoria
Lo strumento potrà pagare una serie di premi periodici e dopo il primo anno potrà essere rimborsato al termine di ogni trimestre
Alberto Micheli
02/03/2019
Venerdì 22 febbraio si è aperto il collocamento di una nuova serie di Phoenix certificates targati Deutsche Bank. Lo strumento sarà destinato alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx e sarà emesso venerdì 29 marzo a un prezzo unitario di 100 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento che potrà arrivare fino a un massimo del 4% del valore nominale: questa componente di costo andrà a incidere sul valore di mercato del prodotto, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dal titolo bancario Intesa SanPaolo. In relazione a come si muoverà il titolo nei prossimi anni, il certificato potrà offrire un rendimento di tipo cedolare, mentre non è prevista alcuna partecipazione diretta alla performance dell’azione, se non nel caso peggiore, cioè di forte ribasso del titolo. In questo senso, il rischio associato al prodotto può essere accostato a quello di un investimento azionario, anche se la presenza di un’opzione di protezione condizionata del capitale iniziale stabilisce un’utile mediazione con la realtà dei titoli obbligazionari.
Il certificato viene proposto con una scadenza di quattro anni (28 marzo 2023), accompagnata da 12 finestre trimestrali di possibile esercizio anticipato, che si attiveranno al termine del primo anno di vita dello strumento (30 marzo 2020) e che potranno ridurre anche drasticamente la durata dell’investimento. Se in una di queste date di valutazione il sottostante rispetterà la condizione prevista, il certificato sarà liquidato in automatico al prezzo di emissione, estinguendo di fatto l’investimento: in particolare, perché l’esercizio anticipato risulti verificato, il sottostante dovrà chiudere a un livello almeno pari al cosiddetto “prezzo della barriera per il rimborso anticipato”, che non sarà però fisso: sarà infatti pari al 95% dello strike per le prime due date di valutazione, per poi abbassarsi di cinque punti ogni due trimestri, fino ad arrivare al 70% dello strike nelle ultime due date di valutazione (28 settembre e 28 dicembre 2022).
La struttura prevede inoltre il pagamento di un set di premi trimestrali condizionati, che potranno essere pagati a partire già dal prossimo 28 giugno, nelle date di valutazione in cui Intesa SanPaolo chiuderà a un livello almeno pari al cosiddetto “prezzo della barriera della cedola”, posto al 50% del valore iniziale del titolo, che a sua volta sarà definito il prossimo 28 marzo. Concretamente, dal 28 giugno 2019 fino a scadenza (salvo esercizio anticipato) il certificato pagherà una cedola trimestrale lorda dell’1,40%, nelle occasioni in cui Intesa SanPaolo non avrà maturato una perdita superiore al 50% dal suo valore iniziale. Nelle rilevazioni trimestrali in cui tale condizione sarà verificata il premio sarà pagato, mentre nelle altre non sarà corrisposto: tutte le cedole non pagate potranno essere inoltre recuperate nelle date di valutazione successive, sempre al rispetto della condizione prevista (effetto “memoria”). A scadenza, il rimborso del capitale iniziale sarà infine vincolato al rispetto di un livello barriera, posto sempre al 50% del valore iniziale: se Intesa SanPaolo rispetterà questo limite massimo di perdita, il certificato sarà liquidato al suo prezzo di emissione, mentre in caso contrario replicherà la performance finale del titolo bancario.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra un investimento di tipo obbligazionario e uno di tipo azionario: per ciò che riguarda il rendimento potenziale, il profilo cedolare dei pagamenti periodici rimanda alla realtà dei bond e il fatto che questi pagamenti siano condizionati è sensibilmente attenuato dalla presenza dell’effetto Memoria, che consentirà sempre di recuperare eventuali premi non incassati. Il rischio di perdita può invece raggiungere anche un livello simile a quello di un investimento in azioni: la barriera è però piuttosto lontana, anche in relazione alla durata massima dell’investimento, e ammette una gestione abbastanza flessibile. (riproduzione riservata)