Cedole asimmetriche ma incondizionate
Il prodotto paga subito una prima cedola maggiorata, per poi attendere due anni per avviare un flusso standard a cadenza annuale
Alberto Micheli
26/11/2022
A metà mese si è aperta la fase di collocamento di una nuova serie di Phoenix certificates targata Mediobanca, che sarà poi ammessa a quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Lo strumento sarà in distribuzione fino al 23 gennaio 2023 e sarà poi emesso il giorno 27 a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari all’1,05%, che potrà arrivare fino a un massimo del 2%: questo elemento di costo andrà a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Il prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale investito vincolata al rispetto di un limite di perdita massima da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dalla coppia di indici EuroStoxx50 e Ftse Mib, secondo il classico meccanismo “Worst of”. Il certificato offrirà inoltre un’opportunità di guadagno di tipo cedolare che sarà svincolata dall’andamento dei due benchmark. I rischi del prodotto sono inferiori rispetto a quelli legati a un eventuale investimento diretto nei due indici, per effetto proprio della presenza di una protezione condizionata del capitale, ma anche il potenziale di rendimento è naturalmente più sacrificato.
Il certificato viene offerto con una scadenza di quattro anni e tre mesi (27 aprile 2027) e non prevede alcuna finestra di possibile esercizio anticipato. La quotazione su EuroTlx garantirà comunque la possibilità di liquidare lo strumento secondo necessità, alle condizioni espresse dal mercato in ogni momento. La struttura riprende da vicino quella di un prodotto collocato sempre da Mediobanca nel mese di settembre: prevede infatti anch’essa il pagamento incondizionato di una prima cedola maggiorata già dopo tre mesi (27 aprile 2023), seguita da altre tre cedole di ammontare inferiore, che saranno corrisposte ad aprile 2025, 2026 e 2027. Di nuovo, ci sarà quindi un salto di due anni tra la prima cedola e la seconda, anche se in realtà la deroga alla cadenza annuale degli importi è limitata anche in questa occasione a soli tre mesi, perché in effetti la cedola di competenza del primo anno dovrebbe essere pagata a gennaio 2024 e viene invece anticipata ad aprile 2023. Da gennaio 2024 ad aprile 2025 ci sarebbe un divario di “soli” 15 mesi, appunto tre in più rispetto alla teorica cadenza annuale. Nel dettaglio, il primo premio sarà pari al’9% lordo, mentre i successivi saranno del 6,15% e saranno tutti pagati indipendentemente dal comportamento dei due sottostanti. A scadenza, il rimborso del capitale iniziale dovrà invece sottostare al rischio di mercato, nella misura in cui la garanzia del valore nominale sarà subordinata al rispetto di un livello barriera posto anche per questa emissione al 50% dello strike. Concretamente, a scadenza potranno verificarsi due scenari alternativi: a) se l’EuroStoxx50 e il Ftse Mib chiuderanno entrambi a un livello almeno pari alla barriera, il certificato sarà liquidato al suo prezzo di emissione (1.000 euro), maggiorato dell’ultimo premio annuale da 61,5 euro (6,15% lordo); b) se anche uno solo dei due indici chiuderà invece al di sotto della barriera, avendo quindi maturato una perdita superiore al 50%, il certificato rimborserà un importo commisurato alla performance finale dell’indice peggiore, sempre maggiorato dell’ultimo premio annuale da 61,5 euro (6,15% lordo).
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra la realtà obbligazionaria e quella azionaria: la protezione del capitale è vincolata al rispetto di un limite massimo di perdita che, per quanto generoso, introduce un certo grado d’incertezza sull’ammontare del rimborso finale, tanto più in presenza di un doppio sottostante e del meccanismo “Worst of” che ne gestisce l’effettivo impatto. Molto dipenderà anche dalla collocazione degli strike che saranno definiti addirittura a fine gennaio 2023. Il rendimento di tipo cedolare, per di più di tipo incondizionato, strizza invece l’occhio al mondo obbligazionario, anche con un rendimento potenziale di buon interesse. A questo propositivo va però ricordato che nell’attuale prospettiva di aumento dei tassi che si sta profilando anche nell’Eurozona, uno strumento come questo a cedola prefissata potrebbe risentirne, almeno nel breve periodo, in termini di quotazione sul mercato secondario. (riproduzione riservata)