Premi garantiti, capitale a rischio barriera
Il pagamento delle cedole è svincolato dall'andamento dei sottostanti, ma il rimborso finale è esposto in caso di forte ribasso
Alberto Micheli
06/08/2022
Si chiuderà il prossimo 22 settembre la fase di collocamento di una nuova serie di Phoenix certificates targata Mediobanca, che sarà poi ammessa a quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Lo strumento sarà emesso mercoledì 28 settembre a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari all’1,40%, che potrà arrivare fino a un massimo del 2%: questo elemento di costo andrà a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale investito vincolata al rispetto di un limite di perdita massima da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dalla coppia di indici EuroStoxx50 e Ftse Mib, secondo il classico meccanismo “Worst of”. A seconda di come si muoveranno i due benchmark, il certificato potrà offrire delle opportunità di guadagno di tipo cedolare. I rischi del prodotto sono inferiori rispetto a quelli legati a un eventuale investimento diretto nei due indici, per effetto proprio della presenza di una protezione condizionata del capitale, ma anche il potenziale di rendimento è naturalmente più sacrificato.
Il certificato viene offerto con una scadenza di quattro anni e tre mesi (28 dicembre 2026) e non prevede alcuna finestra di possibile esercizio anticipato. La quotazione su EuroTlx garantirà comunque la possibilità di liquidare lo strumento secondo necessità, alle condizioni espresse dal mercato in ogni momento. La struttura prevede il pagamento incondizionato di una prima cedola maggiorata già alla fine di quest’anno (28 dicembre 2022), seguita da altre tre cedole di ammontare inferiore, che saranno corrisposte a dicembre 2024, 2025 e 2026. Ci sarà quindi un salto di due anni tra la prima cedola e la seconda, anche se in realtà la deroga alla cadenza annuale degli importi è limitata a soli tre mesi, perché in effetti la cedola di competenza del primo anno dovrebbe essere pagata a settembre 2023 e viene invece anticipata a dicembre 2022. Da settembre 2023 a dicembre 2024 ci sarebbe un divario di “soli” 15 mesi, appunto tre in più rispetto alla teorica cadenza annuale. Nel dettaglio, il primo premio sarà dell’8% lordo, mentre i successivi saranno del 5,5% e saranno tutti pagati indipendentemente dal comportamento dei due sottostanti. A scadenza, il rimborso del capitale iniziale dovrà invece sottostare al rischio di mercato, nella misura in cui la garanzia del valore nominale sarà subordinata al rispetto di un livello barriera posto al 50% dello strike. Concretamente, a scadenza potranno verificarsi due scenari alternativi: a) se l’EuroStoxx50 e il Ftse Mib chiuderanno entrambi a un livello almeno pari alla barriera, il certificato sarà liquidato al suo prezzo di emissione (1.000 euro), maggiorato dell’ultimo premio annuale da 55 euro (5,5% lordo); b) se anche uno solo dei due indici chiuderà invece al di sotto della barriera, avendo quindi maturato una perdita superiore al 50%, il certificato rimborserà un importo commisurato alla performance finale dell’indice peggiore, sempre maggiorato dell’ultimo premio annuale da 55 euro (5,5% lordo).
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra la realtà obbligazionaria e quella azionaria: la protezione del capitale è vincolata al rispetto di un limite massimo di perdita che, per quanto generoso, introduce un certo grado d’incertezza sull’ammontare del rimborso finale, tanto più in presenza di un doppio sottostante e del meccanismo “Worst of” che ne gestisce l’effettivo impatto. Molto dipenderà anche dalla collocazione degli strike che saranno definiti nel mese di settembre. Il rendimento di tipo cedolare, per di più di tipo incondizionato, strizza invece l’occhio al mondo obbligazionario, anche con un rendimento potenziale di buon interesse. A questo propositivo va però ricordato che nell’attuale prospettiva di aumento dei tassi che si sta profilando anche nell’Eurozona, uno strumento come questo a cedola prefissata potrebbe risentirne, almeno nel breve periodo, in termini di quotazione sul mercato secondario, riducendone l’appeal in ottica di speculativa. (riproduzione riservata)