Cedole legate al settore bancario europeo
Lo strumento paga premi semestrali anche in caso di scenario moderatamente negativo e garantisce l'effetto memoria
Alberto Micheli
11/03/2023
Si è aperta a inizio mese la fase di collocamento di una nuova serie di certificati Phoenix targati Mediobanca, che saranno poi ammessi a quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Lo strumento sarà emesso venerdì 31 marzo a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento comprese tra il 2,50% e il 3%: questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato del prodotto, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dall’indice settoriale EuroStoxx Banks, che comprende i titoli delle maggiori società bancarie dell’area euro in base alla loro capitalizzazione di mercato. Il certificato offrirà un rendimento di tipo cedolare, anch’esso condizionato rispetto all’andamento del sottostante: non è invece prevista alcuna partecipazione diretta alla performance finale del paniere, se non nello scenario peggiore, cioè di forte ribasso dello stesso.
Il certificato viene proposto con una scadenza di quattro anni (6 aprile 2027), che potrà però ridursi anche in modo drastico in ragione della presenza di una serie di finestre semestrali di possibile esercizio anticipato che si attiveranno al termine del primo anno (9 aprile 2024) e in corrispondenza delle quali il certificato sarà liquidato al suo valore nominale se l’indice EuroStoxx Banks chiuderà a un livello almeno pari al cosiddetto “Livello di Liquidazione Anticipata Automatica”, posto al 100% del valore di riferimento iniziale, che a sua volta sarà definito in base alla chiusura del prossimo 29 marzo. Sempre con cadenza semestrale, partendo però già dal prossimo 6 ottobre, il certificato potrà inoltre pagare un importo addizionale del valore unitario di 35 euro (7% lordo annuo), che sarà però vincolato al rispetto della cosiddetta “Barriera Premio”, posta all’80% dello strike. Nelle occasioni in cui l’indice non avrà quindi maturato una perdita superiore al 20%, il premio sarà effettivamente pagato, mentre in caso contrario l’importo sarà accantonato per poter essere eventualmente pagato in un’occasione successiva, quando la condizione di pagamento dovesse risultare nuovamente verificata (effetto memoria). A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi tre scenari alternativi: a) rimborso al prezzo di emissione e pagamento dei premi di competenza in caso di chiusura del sottostante non inferiore alla “Barriera Premio”; b) rimborso al prezzo di emissione senza pagamento dei premi in caso di chiusura inferiore alla “Barriera Premio” ma non alla “Barriera Capitale”, posta al 50% dello strike; c) rimborso in linea con la performance del sottostante in caso di perdita finale superiore al 50%. In questo scenario il risultato dell’investimento sarà evidentemente negativo.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha la classica logica intermedia tra la realtà obbligazionaria e quella azionaria: il rendimento di tipo cedolare rimanda alla realtà dei bond e il fatto che tali importi siano condizionati è parzialmente attenuato dalla presenza dell’effetto memoria, che di fatto circoscrive il rischio del mancato incasso di uno più importi all’eventualità che la “Barriera Premio” non sia rispettata a scadenza. La soglia limite per il pagamento dei premi ammette inoltre un margine di ribasso del 20%, che riduce ulteriormente il rischio. Sul fronte del capitale gli elementi di criticità non sono invece trascurabili, anche se la barriera posta al 50% del valore iniziale è generosa, pur considerando la storica volatilità del comparto bancario. Da non trascurare anche l’utilità dell’opzione di esercizio anticipato, che potrà determinare il rimborso dello strumento anche solo in presenza di una chiusura non negativa dell’indice nell’arco di una delle date di valutazione previste: non sarà quindi necessario che l’indice EuroStoxx Banks mantenga un andamento positivo per i prossimi quattro anni, ma sarà sufficiente una chiusura non negativa in una delle sei date utili per l’esercizio anticipato. (riproduzione riservata)