Cedole mensili garantite per un semestre
Da agosto 2024 gli importi condizionali saranno condizionati a un livello barriera. Esercizio anticipato da gennaio 2025
Alberto Micheli
23/12/2023
A metà mese si è aperta la fase di collocamento di una nuova serie di Phoenix certificates targata Mediobanca, che sarà poi ammessa a quotazione su Cert-X. Lo strumento sarà in distribuzione fino al 19 gennaio 2024 e sarà poi emesso il giorno 24 a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari al 4,10%, che potrà arrivare fino a un massimo del 4,50%: questo elemento di costo andrà a incidere sul valore di mercato dello strumento, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Il prodotto è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono una protezione del capitale investito vincolata al rispetto di un limite di perdita massima da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dalla coppia di titoli Repsol e Unicredit, secondo il classico meccanismo “Worst of”. Il certificato offrirà inoltre un’opportunità di guadagno di tipo cedolare che sarà svincolata dall’andamento dei due benchmark. I rischi del prodotto sono inferiori rispetto a quelli legati a un eventuale investimento diretto nei due titoli, per effetto proprio della presenza di una protezione condizionata del capitale, ma anche il potenziale di rendimento è naturalmente più sacrificato.
Il certificato viene offerto con una scadenza di tre anni (29 gennaio 2027), che sarà però accompagnata da un’opzione mensile di esercizio anticipato, che si attiverà alla fine del primo anno (29 gennaio 2025) e in ragione della quale lo strumento potrà essere liquidato al suo valore nominale (1.000 euro) se in una delle date di valutazione previste, entrambi i sottostanti chiuderanno a un livello almeno pari al loro valore iniziale, che a sua volta sarà definito in base alla chiusure del prossimo 22 gennaio. Sempre con cadenza mensile, partendo però già dal 29 febbraio 2024, lo strumento potrà inoltre pagare un importo addizionale di ammontare pari a 10,10 euro (1,01% mensile, il 12,12% su base annua), che sarà di tipo incondizionato per tutto il primo semestre, mentre successivamente sarà vincolato al rispetto di un limite di perdita massima da parte di entrambi i sottostanti. Nello specifico, da febbraio a luglio 2024, il premio mensile sarà pagato indipendentemente dal comportamento di Respol e Unicredit, quindi anche in presenza di un eventuale forte ribasso di uno o entrambi i titoli, mentre dal mese successivo (29 agosto 2024) sarà corrisposto solo se nessuno dei due avrà maturato una perdita superiore al 40% (“barriera premio” al 60%). Da notare che grazie all’effetto Memoria, gli importi eventualmente non corrisposti potranno essere sempre recuperati alla prima occasione utile, nel momento in cui la condizione di pagamento dovesse risultare nuovamente verificata. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) se Repsol e Unicredit chiuderanno entrambi a un livello almeno pari alla “barriera capitale”, posta anch’essa al 60% dello strike, il certificato sarà liquidato al suo prezzo di emissione (1.000 euro), maggiorato dell’ultimo premio mensile da 10,10 euro e degli eventuali importi non pagati in precedenza; b) se anche uno solo dei due titoli chiuderà invece al di sotto della barriera, avendo quindi maturato una perdita superiore al 40%, il certificato rimborserà un importo commisurato alla performance finale del titolo peggiore, senza pagare alcun premio finale.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra la realtà obbligazionaria e quella azionaria: la protezione del capitale è vincolata al rispetto di un limite massimo di perdita che, per quanto generoso, introduce un certo grado d’incertezza sull’ammontare del rimborso finale, tanto più in presenza di un doppio sottostante e del meccanismo “Worst of” che ne gestisce l’effettivo impatto. Molto dipenderà anche dalla collocazione degli strike che saranno definiti a fine gennaio 2024. Il rendimento di tipo cedolare, parzialmente di tipo incondizionato, strizza invece l’occhio al mondo obbligazionario, anche se il rendimento potenziale di buon interesse deve comunque sottostare anch’esso al rischio barriera. (riproduzione riservata)