Deutsche Bank si ripete, ma senza successo
La nuova proposta riprende la logica di un'emissione di tre mesi, ma risulta decisamente peggiorativa da tutti i punti di vista
Alberto Micheli
22/08/2020
A inizio settimana si è aperta la fase di collocamento una nuova serie di Partial Capital Protected certificates targati Deutsche Bank, destinati alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Lo strumento sarà disponibile in sottoscrizione fino al prossimo 24 settembre, mentre il giorno 30 sarà emesso a un prezzo unitario di 100 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari al 4%, che andranno a incidere sul valore di mercato dello strumento. Il sottoscrittore dovrà inoltre pagare una quota di costi d’ingresso pari a 7,25 euro e una quota di costi di uscita pari a 1 euro.
Struttura e funzionamento. Questo prodotto è una “brutta copia” di un analogo strumento collocato da Deutsche Bank tra aprile e maggio. Appartiene alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale protetto”, che offrono cioè una protezione incondizionata del capitale investito, quindi svincolata da qualunque condizione accessoria legata all’andamento del sottostante, l’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è di nuovo rappresentato dall’indice Stoxx Europe ESG Leaders Select 30 Eur. Si tratta di un basket che misura la performance di una selezione di 30 titoli con bassa volatilità e alti dividendi appartenenti al più ampio paniere dell’indice Stoxx Global ESG Leaders, che a sua volta comprende le aziende con i migliori standard ambientali, sociali e di governance, in base agli indicatori ESG forniti da Sustainalytics. A seconda di come si muoverà il basket nei prossimi anni, il certificato potrà offrire una partecipazione lineare dell’eventuale rialzo del mercato, limitando i rischi di perdita in funzione della presenza di rimborso minimo garantito a scadenza. L’esposizione è decisamente inferiore rispetto a quella di un eventuale investimento diretto nell’indice, per effetto proprio della presenza di un fattore di protezione, ma anche il potenziale di rendimento sarà ridotto in quanto la partecipazione al rialzo sarà limitata da un Cap.
Esattamente come il suo predecessore, anche questo certificato viene offerto con una scadenza di quattro anni (30 settembre 2024), senza alcuna opzione di possibile esercizio anticipato, che possa ridurre la durata dell’investimento. La struttura è molto semplice e prevede un rimborso a scadenza proporzionale alla performance dell’indice Stoxx Europe ESG Leaders Select 30 Eur, con un fattore di partecipazione del 100%: a) al rialzo il certificato replicherà l’eventuale guadagno maturato dal sottostante fino a un limite massimo di rimborso posto a 120 euro, che contempla la presenza di un Cap posto al 120% del prezzo di emissione, decisamente più penalizzante rispetto al certificato emesso lo scorso 20 maggio, che prevede un Cap al 220%; b) allo stesso modo, al ribasso il certificato replicherà l’eventuale perdita maturata dal sottostante fino a un limite minimo di rimborso di 85 euro, che contempla la presenza di un fattore di protezione posto all’85% del prezzo di emissione, anche in questo caso peggiore rispetto al suo predecessore, che garantisce una protezione al 90%. In sostanza, questo prodotto garantirà una partecipazione integrale alle oscillazioni del sottostante, con un limite di perdita massima del 15% e un limite massimo di guadagno del 20%, corrispondente a un rendimento massimo del 5% su base annua. Non è invece previsto il pagamento di alcuna cedola accessoria, né condizionata né incondizionata.
Rischio/rendimento. In termini di rischio questo certificato rappresenta una via di mezzo tra l’investimento obbligazionario e quello in azioni, visto che la relazione diretta tra il valore di rimborso a scadenza e l’andamento del mercato è assolutamente in linea con la realtà del mercato azionario, mentre la garanzia di un rimborso minimo a scadenza, per quanto non integrale, rimanda alla logica dei bond, per di più con la presenza di un rischio di credito analogo a quello di un’obbligazione senior non subordinata cui deve sottostare anche questo strumento. Il problema è che i parametri di protezione e rendimento massimo sono decisamente penalizzanti rispetto a quanto proposto dallo stesso emittente sullo stesso sottostante e con la stessa scadenza solo tre mesi fa, quando tra l’altro anche il valore iniziale dell’indice era più conveniente rispetto a quello attuale. Se poi si considera che oggi il certificato emesso lo scorso 20 maggio quota sotto la parità dei 100 euro, si comprende bene come il prodotto attualmente in offerta non sia per nulla conveniente. (riproduzione riservata)