Cedole mensili ed esercizio anticipato
Sono questi gli ingredienti usati da Mediobanca per confezionare un certificato su Generali e Bayer con scadenza quadriennale
Alberto Micheli
29/08/2020
Giovedì 20 agosto si è aperto il collocamento di una nuova serie di certificati Knock-in Reverse Convertible, che sarà in distribuzione fino al prossimo 8 settembre per poi essere ammessa a quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Lo strumento sarà emesso venerdì 18 settembre a un prezzo unitario piuttosto elevato, 20.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari al 3%: questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato del prodotto, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dalla coppia di titoli Generali e Bayer. Il certificato offrirà un rendimento di tipo cedolare, anch’esso condizionato rispetto all’andamento dei due sottostanti: non è invece prevista alcuna partecipazione diretta alla performance finale dei due titoli, se non nello scenario peggiore, cioè di forte ribasso di almeno uno dei due (criterio “Worst of”).
Il certificato viene proposto con una scadenza di quattro anni (18 settembre 2024), che sarà però accompagnata da una fitta sequenza di finestre mensili di esercizio anticipato, che potranno ridurre la durata dell’investimento anche in modo sensibile: a partire dall’11 giugno 2021, ogni mese il certificato potrà essere liquidato anticipatamente al prezzo di emissione di 20.000 euro, se nella relativa data di valutazione entrambi i sottostanti chiuderanno a un livello almeno pari al rispettivo valore iniziale (performance non negativa), che sarà calcolato come media aritmetica delle chiusure che saranno rilevate nei giorni 7, 8, 9, 10 e 11 settembre 2020. Sempre con frequenza mensile (scadenza compresa), ma partendo già dal prossimo 12 ottobre, il certificato potrà inoltre pagare un importo addizionale condizionato del valore di 136 euro (0,68% lordo mensile, l’8,16% su base annua), che sarà però corrisposto nelle sole occasioni in cui Generali e Bayer chiuderanno entrambi a un livello almeno pari al 65% del rispettivo valore iniziale, cioè non faranno segnare una perdita superiore al 35%. Gli importi eventualmente non corrisposti potranno però essere tutti recuperati in qualunque data di valutazione successiva, potendo contare sul cosiddetto “effetto Memoria”. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) rimborso al prezzo di emissione in caso di chiusura di entrambi i sottostanti non inferiore alla barriera, posta sempre al 65% del rispettivo strike; b) rimborso in linea con la performance del sottostante peggiore in caso di perdita finale di almeno uno dei due titoli superiore al 35%.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra la realtà obbligazionaria e quella azionaria: il rendimento di tipo cedolare rimanda alla logica dei bond, anche se il fatto che tali importi siano condizionati espone la stessa componente di rendimento al rischio di mercato, anche se l’effetto memoria ne riduce l’impatto. Anche sul fronte del capitale gli elementi di rischio non sono trascurabili: la barriera posta al 65% del valore iniziale dei due sottostanti non è così distante, soprattutto se si considera che basterà che uno solo dei due titoli superi il limite di perdita massima per imporre un risultato negativo. D’altro canto, l’opzione mensile di esercizio anticipato potrà permettere di sfruttare un eventuale scenario positivo anche solo limitato nel tempo: per esempio, se Generali e Bayer dovessero chiudere i prossimi nove mesi (giugno 2021) con un saldo non negativo, l’investimento si chiuderebbe anticipatamente alla prima occasione utile, garantendo il rendimento previsto e riducendo anche drasticamente l’orizzonte temporale della strategia operativa. Quanto al timing di emissione, appare abbastanza favorevole, considerando che Generali ha recuperato solo in parte dal picco negativo seguito all’esplosione della crisi sanitaria, mentre Bayer ha corretto in modo deciso nel mese di luglio, tornando su livelli più gestibili rispetto, per esempio, a fine giugno. (riproduzione riservata)