Cedole mensili con la tenuta di Enel e Generali
Il prodotto di Mediobanca vincola il pagamento dei premi al fatto che i due titoli non dimezzino il loro valore in quattro anni
Alberto Micheli
31/10/2020
Venerdì 23 ottobre si è aperto il collocamento di una nuova serie di certificati Knock-in Reverse Convertible, che sarà in distribuzione fino al prossimo 6 novembre per poi essere ammessa a quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Lo strumento sarà emesso venerdì 13 novembre a un prezzo unitario piuttosto elevato, 20.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari al 3,50%: questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato del prodotto, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dalla coppia di titoli Enel e Generali. Il certificato offrirà un rendimento di tipo cedolare, anch’esso condizionato rispetto all’andamento dei due sottostanti: non è invece prevista alcuna partecipazione diretta alla performance finale dei due titoli, se non nello scenario peggiore, cioè di forte ribasso di almeno uno dei due (criterio “Worst of”).
Il certificato viene proposto con una scadenza di quattro anni (18 novembre 2024), che sarà però accompagnata da una fitta sequenza di finestre mensili di esercizio anticipato, che potranno ridurre la durata dell’investimento anche in modo sensibile: a partire dal 10 maggio 2021, ogni mese il certificato potrà essere liquidato anticipatamente al prezzo di emissione di 20.000 euro, se nella relativa data di valutazione entrambi i sottostanti chiuderanno a un livello almeno pari al rispettivo valore iniziale (performance non negativa), che a sua volta sarà calcolato come media aritmetica delle chiusure che saranno rilevate nei giorni 4, 5, 6, 9 e 10 novembre 2020. Sempre con frequenza mensile (scadenza compresa), ma partendo già dal prossimo 10 dicembre, il certificato potrà inoltre pagare un importo addizionale condizionato del valore di 84 euro (0,42% lordo mensile, il 5,04% su base annua), che sarà però corrisposto nelle sole occasioni in cui Enel e Generali chiuderanno entrambi a un livello almeno pari al 50% del rispettivo valore iniziale. Gli importi eventualmente non corrisposti potranno però essere tutti recuperati in qualunque data di valutazione successiva, potendo contare sul cosiddetto “effetto Memoria”. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi due scenari alternativi: a) rimborso al prezzo di emissione in caso di chiusura di entrambi i sottostanti non inferiore alla barriera, posta sempre al 50% del rispettivo strike; b) rimborso in linea con la performance del sottostante peggiore in caso di perdita finale di almeno uno dei due titoli superiore al 50%.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra la realtà obbligazionaria e quella azionaria: il rendimento di tipo cedolare rimanda alla logica dei bond, anche se il fatto che tali importi siano condizionati espone la stessa componente di rendimento al rischio di mercato, pur con la presenza di un effetto memoria che ne riduce l’impatto. Anche sul fronte del capitale gli elementi di rischio non sono trascurabili, nonostante la barriera posta al 50% del valore iniziale dei due sottostanti sia abbastanza distante. Basterà però che uno solo dei due titoli superi il limite di perdita massima per imporre un risultato negativo. D’altro canto, l’opzione mensile di esercizio anticipato potrà permettere di sfruttare un eventuale scenario positivo anche solo limitato nel tempo: per esempio, se Enel e Generali dovessero entrambi chiudere i prossimi sei mesi (maggio 2021) con un saldo non negativo, l’investimento si chiuderebbe anticipatamente alla prima occasione utile, garantendo il rendimento previsto e riducendo anche drasticamente l’orizzonte temporale della strategia operativa. Quanto al timing di emissione, dipende molto da come si comporteranno i due titoli nelle prossime sedute, ma la recente brusca correzione pagata dal listino domestico ha già abbassato in modo sensibile l’ideale prezzo di partenza rispetto anche solo a un paio di settimane fa. (riproduzione riservata)