Rendimento vincolato al rialzo dell'Eurozona
Il prodotto promosso da Mediobanca paga un premio progressivo solo in caso di scenario positivo. Barriera di protezione al 50%
Alberto Micheli
26/06/2021
Lo scorso 10 giugno si è aperta la fase di collocamento di una nuova serie di certificati Express targati Mediobanca, destinati poi alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Lo strumento sarà in distribuzione fino al 23 luglio prossimo con un vincolo minimo di sottoscrizione di 3 certificati, mentre il giorno 29 sarà emesso a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota base di commissioni di collocamento pari al 7,65%, che potranno arrivare fino a un massimo del 9%: questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato del prodotto, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dalla coppia di indici EuroStoxx Select Dividend 30 ed Ftse Mib. Il certificato offrirà un rendimento di tipo cedolare condizionato anch’esso all’andamento dei due panieri: non è invece prevista alcuna partecipazione diretta alla loro performance finale, se non nello scenario peggiore, cioè di forte ribasso di almeno uno dei due asset.
Il certificato viene proposto con una scadenza di sei anni (29 luglio 2027), che sarà però accompagnata da cinque finestre annuali di esercizio anticipato, che potranno ridurre la durata dell’investimento anche in modo sensibile: con cadenza annuale il certificato potrà essere infatti liquidato anticipatamente se nella relativa data di valutazione entrambi i sottostanti chiuderanno a un livello almeno pari al 100% del loro valore iniziale (performance non negativa), che sarà definito in base alla chiusura del prossimo 29 luglio. In caso di esercizio anticipato, il prezzo di rimborso sarà pari al 100% del valore nominale (1.000 euro), maggiorato di un premio annuale lordo del 5,5%, che si cumulerà per ogni anno trascorso dall’emissione, sintetizzando una sorta di implicito effetto memoria. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi tre scenari alternativi: a) se entrambi gli indici chiuderanno a un livello almeno pari al 100% del rispettivo valore iniziale (Barriera 1), il certificato sarà rimborsato al suo valore nominale maggiorato di un premio finale lordo del 33%, pari sempre al 5,5% su base annua; b) se almeno uno dei due sottostanti chiuderà invece con una performance negativa, ma non al di sotto della cosiddetta Barriera 2, posta al 50% del rispettivo valore iniziale, il certificato sarà rimborsato al suo valore nominale e garantirà quindi almeno la protezione integrale del capitale investito; c) se almeno uno dei due indici chiuderà infine con una perdita finale superiore al 50%, il certificato replicherà integralmente la performance negativa del sottostante peggiore, cioè di quello che avrà pagato la perdita più marcata.
Rischio/rendimento. Si tratta di una struttura già proposta in altre occasioni da Mediobanca, che ha una logica intermedia tra la realtà obbligazionaria e quella azionaria: il rendimento di tipo cedolare rimanda alla realtà dei bond, anche se il fatto che tali importi siano condizionati espone la stessa componente di rendimento al rischio di mercato. Anche sul fronte del capitale gli elementi di rischio non sono trascurabili: la barriera posta al 50% del valore iniziale è abbastanza gestibile, ma la durata dell’investimento richiede cautela, anche in relazione al deciso recupero operato dai due sottostanti negli ultimi mesi: in questo senso sarà interessante capire come si evolverà la situazione nell’arco delle prossime settimane, considerando che i valori iniziali dei due indici, su cui si fonderà il successo dell’intera strategia, saranno definiti, come detto, solo a fine luglio. L’opzione annuale di esercizio anticipato potrà inoltre permettere di sfruttare un eventuale scenario positivo anche solo limitato nel tempo e l’implicito effetto memoria di cui si è detto in precedenza consente di non intaccare mai il rendimento potenziale. Un’ultima notazione va infine riferita al costo implicito nel collocamento, che risulta piuttosto elevato rispetto alla media riducendo così le ambizioni di redditività dello strumento. (riproduzione riservata)