Due sottostanti per spremere il rendimento
L'incasso del premio è vincolato a uno scenario non negativo, mentre il capitale è protetto da ribassi non superiori al 50%
Alberto Micheli
26/02/2022
Da un paio di settimane è disponibile in collocamento una nuova serie di certificati Express targati Mediobanca, che saranno in distribuzione fino al prossimo 24 marzo per poi essere ammessi a quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Lo strumento sarà emesso mercoledì 30 marzo a un prezzo unitario di 1.000 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento pari all’8,30%: questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato del prodotto, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dalla coppia di indici EuroStoxx Banks ed EuroStoxx Select Dividend 30. Il certificato offrirà un rendimento di tipo cedolare, anch’esso condizionato rispetto all’andamento dei due sottostanti: non è invece prevista alcuna partecipazione diretta alla performance finale dei due indici, se non nello scenario peggiore, cioè di forte ribasso di almeno uno dei due (criterio “Worst of”).
Il certificato viene proposto con una scadenza di sei anni (30 marzo 2028), che sarà però accompagnata da cinque finestre annuali di possibile esercizio anticipato, che potranno quindi determinare la chiusura dell’investimento già dopo il primo anno (30 marzo 2023): in ognuna di queste finestre annuali il certificato sarà liquidato anticipatamente al suo prezzo di emissione (1.000 euro), se nella relativa data di valutazione entrambi i sottostanti chiuderanno a un livello almeno pari al rispettivo valore iniziale (performance non negativa), che a sua volta sarà definito in base alla chiusura del prossimo 30 marzo. L’eventuale esercizio anticipato sarà inoltre remunerato in base a un cosiddetto “Tasso di Liquidazione Anticipata Automatica” pari all’8,25% lordo: in caso di esercizio già dopo il primo anno, il prezzo di rimborso sarà quindi pari 1.082,50 euro e salirà poi progressivamente per ogni anno trascorso dall’emissione, fino ad arrivare eventualmente a 1.412,50 euro in caso di esercizio al termine del quinto anno. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi tre scenari alternativi: a) se entrambi i sottostanti chiuderanno a un livello almeno pari alla cosiddetta “Barriera 1”, posta al 100% del rispettivo valore iniziale, il certificato sarà liquidato al suo valore nominale, maggiorato di un “Importo Addizionale Finale” pari a 495 euro, che di fatto confermerà il tasso di remunerazione annua dell’8,25% lordo; b) se almeno uno dei due indici chiuderà al di sotto della Barriera 1, ma non della Barriera 2, posta al 50% dello strike, il certificato sarà liquidato al suo valore nominale e garantirà quindi almeno il rimborso del capitale iniziale (protezione condizionata); c) se anche uno solo dei due sottostanti chiuderà infine al di sotto anche della Barriera 2, il certificato sarà liquidato a un importo commisurato alla performance dell’indice peggiore, imponendo quindi un disavanzo finale che non sarà nemmeno attenuato dall’incasso di eventuali cedole.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha la classica logica intermedia tra la realtà obbligazionaria e quella azionaria: il rendimento di tipo cedolare rimanda alla logica dei bond, anche se il fatto che tali importi siano condizionati espone la stessa componente di rendimento al rischio di mercato. Anche sul fronte del capitale gli elementi di rischio non sono trascurabili: la barriera posta al 50% del valore iniziale è generosa, ma non del tutto rassicurante, alla luce sia della velocità di movimento mostrata soprattutto dall’EuroStoxx Banks sia del meccanismo “Worst of”, secondo cui sarà sufficiente che uno solo dei due indici superi il limite di perdita massima per imporre un risultato negativo. L’opzione annuale di esercizio anticipato potrà permettere di sfruttare un eventuale scenario positivo anche solo limitato nel tempo, ma non sembra ridurre in modo significativo il rischio associato allo strumento. Da segnalare infine l’elevato ammontare della commissione di collocamento, che riduce il potenziale del prrodotto. (riproduzione riservata)