Effetto leva e protezione condizionata
Il certificato moltiplicherà per quattro l'eventuale rialzo che saprà maturare Eni, ma tratterrà i dividendi pagati dal titolo
Alberto Micheli
27/05/2023
Si chiuderà giovedì prossimo, 1° giugno, la fase di collocamento di una nuova serie di certificati Bonus Cap targati Mediobanca, che saranno poi destinati alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Lo strumento sarà emesso martedì 20 giugno a un prezzo unitario di 400 euro, che comprenderà una quota massima di commissioni di collocamento pari al’1,50%: questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato del prodotto, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dal titolo domestico Eni. Il certificato offrirà un rendimento proporzionale all’andamento del sottostante, con una partecipazione lineare che contempla anche l’applicazione di un fattore moltiplicativo, ma solo in caso di scenario positivo. Al ribasso, la presenza dell’opzione di protezione condizionata riduce invece il rischio di perdita rispetto a un investimento diretto nel sottostante.
Il certificato viene proposto con una scadenza di quattro anni (8 giugno 2027), senza alcuna opzione autocallable: non è quindi prevista alcuna finestra di esercizio anticipato automatico, che possa ridurre la durata dell’investimento. La quotazione su EuroTlx garantirà comunque sempre la possibilità di liquidare il prodotto in qualunque momento, alle condizioni espresse di volta in volta dal mercato. La struttura è abbastanza intuitiva, anche se contempla l’applicazione di due diversi fattori di partecipazione. Non è però previsto il pagamento di alcun importo addizionale, quindi l’intera logica dello strumento si concentra sulla declinazione degli scenari di rimborso a scadenza, che nell’occasione potranno essere tre: a) se alla data di valutazione finale, che cadrà l’1 giugno 2027, il titolo Eni chiuderà a un livello almeno pari al suo valore iniziale, avendo cioè maturato una performance non negativa rispetto al strike che sarà rilevato alla chiusura del prossimo 1 giugno, il certificato parteciperà con una leva del 400% alla performance positiva maturata dal sottostante. Il rimborso sarà cioè pari al valore nominale del certificato (400 euro), maggiorato di un guadagno finale pari a quattro volte quello dell’asset di riferimento. È però previsto un limite di rimborso massimo posto al 201% del valore nominale dello strumento (804 euro), che di fatto limita la partecipazione del certificato a rialzi del sottostante non superiori al 25,25%; b) se Eni chiuderà invece al di sotto del suo valore iniziale, rispettando però la barriera posta al 60% dello stesso valore iniziale, il certificato sarà liquidato al suo valore nominale, garantendo quindi almeno il rimborso del capitale iniziale; c) se il sottostante chiuderà infine al di sotto della barriera, avendo quindi maturato una perdita finale superiore al 40%, il certificato parteciperà linearmente alla perdita del titolo, con un fattore di partecipazione che in questo caso non contemplerà però alcun effetto leva (100%).
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica chiaramente sbilanciata verso la logica azionaria, anche se il profilo di rimborso a scadenza presenta una chiara asimmetria che di fatto distingue drasticamente lo scenario positivo da quello negativo: nel primo caso l’esposizione al rischio di mercato è addirittura superiore a quella di un investimento diretto nel sottostante, mentre sul fronte della protezione si torna alla logica intermedia tra azioni e bond. Un aspetto da non sottovalutare è infine rappresentato dal fattore “dividendi”, che nel caso di un titolo come Eni rappresentano un elemento piuttosto significativo: come sempre, acquistando il certificato non si potrà infatti beneficiare del flusso cedolare che sarà pagato dal titolo petrolifero nei prossimi quattro anni ed è proprio questa componente che va a finanziare sia la protezione condizionata sia l’effetto leva al rialzo. La validità del prodotto dipende quindi dalle aspettative che si hanno sul titolo, tenendo conto che la particolare struttura del certificato tenderà a premiare solo la performance che il sottostante saprà maturare in termini di prezzo di mercato. (riproduzione riservata)