Deutsche Bank, la barriera impone un alto rischio
Il margine dalla soglia di knock-out non è rassicurante, considerando la durata dell'investimento e la volatilità del sottostante
Alberto Micheli
18/05/2019
A inizio maggio si è aperto il collocamento di una nuova serie di Autocallable Barrier Phoenix certificates targati Deutsche Bank. Lo strumento sarà destinato alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx e sarà emesso venerdì 31 maggio a un prezzo unitario di 100 euro, che comprenderà una quota di commissioni di collocamento che potrà arrivare fino a un massimo del 4% del valore nominale: questa componente di costo andrà a incidere sul valore di mercato del prodotto, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato da Fiat Chrysler. In relazione a come si muoverà il titolo nei prossimi anni, il certificato potrà offrire un rendimento di tipo cedolare, mentre non è prevista alcuna partecipazione diretta alla performance dell’azione, se non nel caso peggiore, cioè di forte ribasso dell’azione. In questo senso, il rischio associato al prodotto può essere accostato a quello di un investimento azionario, anche se la presenza di un’opzione di protezione condizionata del capitale iniziale stabilisce un’utile mediazione anche con la realtà dei titoli obbligazionari.
Il certificato viene proposto con una scadenza di cinque anni (7 giugno 2024), accompagnata però da nove finestre semestrali di possibile esercizio anticipato, che si attiveranno fin dal primo semestre di vita dello strumento (29 novembre 2019) e che potranno ridurre anche drasticamente la durata dell’investimento. Se in una di queste date di valutazione il sottostante rispetterà la condizione prevista, il certificato sarà liquidato in automatico al prezzo di emissione, estinguendo di fatto l’investimento: in particolare, perché l’esercizio anticipato risulti verificato, il sottostante dovrà chiudere a un livello almeno pari al 100% del suo valore iniziale, che a sua volta sarà rilevato alla chiusura del prossimo 30 maggio.
Di fatto lo strumento sarà esercitato anticipatamente in caso di performance non negativa del sottostante in una delle date di valutazione previste.
La struttura prevede inoltre il pagamento di un set di premi semestrali condizionati, che saranno pagati nelle occasioni in cui Fiat Chrysler chiuderà a un livello almeno pari al cosiddetto “prezzo della barriera della cedola”, posto al 70% del valore iniziale del titolo. Nelle rilevazioni semestrali in cui tale condizione sarà verificata il premio sarà pagato, mentre nelle altre non sarà corrisposto: le cedole eventualmente non pagate potranno però essere recuperate nelle date di valutazione successive, sempre al rispetto della condizione prevista. È infatti previsto un effetto “memoria” sui premi semestrali. A scadenza, il rimborso del capitale iniziale sarà infine vincolato al rispetto di un livello barriera, posto anch’esso al 70% dello strike: se Fiat Chrysler rispetterà questo limite massimo di perdita, il certificato sarà liquidato al suo prezzo di emissione, sempre maggiorato dell’ultima cedola di competenza ed eventualmente di quelle non corrisposte in precedenza, mentre in caso contrario replicherà la performance finale del titolo, imponendo in questo caso un risultato negativo.
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra un investimento di tipo obbligazionario e uno di tipo azionario: per ciò che riguarda il rendimento potenziale, il profilo cedolare dei pagamenti periodici rimanda alla realtà dei bond e il fatto che questi pagamenti siano condizionati è certamente attenuato dalla presenza dell’effetto Memoria, che potrà sempre consentire di recuperare i premi non incassati, eventualmente fino a scadenza. Il rischio di perdita strizza invece l’occhio al contesto azionario, soprattutto perché la barriera non è così lontana da offrire garanzie assolute, considerando anche la durata dell’investimento e l’abituale volatilità del sottostante. Non stupisce quindi che il rendimento potenziale sia così premiante rispetto a quello di un’obbligazione dell’istituto tedesco di pari scadenza, che si può stimare oggi attorno all’1,7% lordo. (riproduzione riservata)