Barriere generose, ma il timing non è ideale
Il rendimento del prodotto targato Mediobanca è vincolato all'andamento non negativo di due indici che stazionano sui massimi
Alberto Micheli
10/04/2021
Si chiuderà il prossimo 3 maggio la fase di collocamento di una nuova serie di certificati targati Mediobanca, denominati “3-Step Knock-in”, destinati poi alla quotazione sul segmento Cert-X di EuroTlx. Lo strumento sarà emesso venerdì 7 maggio a un prezzo unitario di 1.000 euro e con un vincolo minimo di sottoscrizione di 3 certificati: il prezzo comprenderà una quota base di commissioni di collocamento pari al 7,60%, che potranno arrivare fino a un massimo del 9%: questi oneri andranno a incidere sul valore di mercato del prodotto, che a parità di altre condizioni sarà quindi inferiore al prezzo di emissione.
Struttura e funzionamento. Questo certificato è riconducibile alla categoria dei cosiddetti “certificati a capitale condizionatamente protetto”, che offrono cioè una protezione del capitale iniziale condizionata al rispetto di un vincolo prefissato da parte del sottostante, cioè dell’asset su cui è costruita la struttura del prodotto, che nell’occasione è rappresentato dalla coppia di indici EuroStoxx Select Dividend 30 e Ftse Mib. Il certificato offrirà un rendimento di tipo cedolare condizionato anch’esso all’andamento dei due panieri continentali, mentre non è prevista alcuna partecipazione diretta alla loro performance finale, se non nello scenario peggiore, cioè di forte ribasso di almeno uno due asset.
Il certificato viene proposto con una scadenza di sei anni (7 maggio 2027), che sarà però accompagnata da cinque finestre annuali di esercizio anticipato, che potranno ridurre la durata dell’investimento anche in modo sensibile: con cadenza annuale il certificato potrà essere infatti liquidato anticipatamente se nella relativa data di valutazione entrambi i sottostanti chiuderanno a un livello almeno pari al 100% del loro valore iniziale (performance non negativa), che sarà definito in base alla chiusura del prossimo 7 maggio. In caso di esercizio anticipato, il valore di rimborso sarà pari al 100% dell’ammontare nozionale (1.000 euro), maggiorato di un premio annuale lordo del 6,5%, che si cumulerà per ogni anno trascorso dall’emissione, sintetizzando una sorta di implicito effetto memoria. A scadenza, quindi in caso di mancato esercizio anticipato, potranno infine verificarsi tre scenari alternativi: a) se entrambi gli indici chiuderanno a un livello almeno pari al 100% del rispettivo valore iniziale, il certificato sarà rimborsato al suo valore nominale maggiorato di un premio finale lordo del 39%, pari sempre al 6,5% su base annua; b) se almeno uno dei due sottostanti chiuderà invece con una performance negativa, ma non al di sotto della cosiddetta Barriera Capitale, posta al 50% del rispettivo valore iniziale, il certificato sarà rimborsato al suo valore nominale e garantirà quindi almeno la protezione integrale del capitale investito; c) se almeno uno dei due indici chiuderà infine con una perdita finale superiore al 50%, il certificato replicherà integralmente la performance negativa del sottostante peggiore, cioè di quello che avrà pagato la perdita più marcata (meccanismo “Worst of”).
Rischio/rendimento. Questo certificato ha una logica intermedia tra la realtà obbligazionaria e quella azionaria: il rendimento di tipo cedolare rimanda alla realtà dei bond, anche se il fatto che tali importi siano condizionati espone la stessa componente di rendimento al rischio di mercato. Per ciò che riguarda la protezione del capitale, la barriera posta al 50% del valore iniziale è abbastanza gestibile, soprattutto nel contesto di volatilità degli indici azionari, che storicamente registrano oscillazioni più contenute rispetto alle singole azioni, ma i rischi non sono comunque trascurabili, anche perché entrambi i listini vengono da un forte recupero e quindi sconteranno un prezzo iniziale che, per esempio, per il Ftse Mib sarà collocato prevedibilmente a ridosso dei massimi degli ultimi 12 anni. D’altro canto, ai valori attuali dell’indice domestico, la barriera sarebbe collocata esattamente sui minimi toccati dal mercato nello stesso arco temporale, quindi su livelli che non sono mai stati ceduti nemmeno durante il picco della famigerata crisi dei mutui subprime del 2008/2009 o della crisi sanitaria dello scorso anno. L’opzione annuale di esercizio anticipato potrà inoltre permettere di sfruttare un eventuale scenario positivo anche solo limitato nel tempo e l’implicito effetto memoria di cui si è detto in precedenza consente di non intaccare mai il rendimento potenziale. (riproduzione riservata)