Gli analisti del team Market Strategy di Jpm Am mettono in evidenzia quanto sta accadendo e cosa c’è da mettere in conto in merito alle dinamiche dell’azionario cinese, soggetto a estrema volatilità nelle ultime settimane. La Cina ha sorpreso gli investitori con diverse nuove normative, che hanno portato a forti sell-off sull’azionario locale, e ci sono rumor di ulteriori restrizioni in arrivo per altri settori. Per alcuni sottosettori, i recenti inasprimenti normativi hanno fatto deragliare i fondamentali a lungo termine, ma per gran parte dell'universo degli investimenti cinesi le prospettive di crescita positiva non sono in realtà cambiate. L'inasprimento normativo si è per ora focalizzato sui settori dell'istruzione e di internet, e per il primo elemento l'impatto economico diretto è probabilmente limitato, con il mercato che rappresenta 100 miliardi di dollari ovvero lo 0,7% del Pil cinese. Per il settore tecnologico, le normative sono state più leggere avendo l'obiettivo di porre alcuni limiti attorno a queste aziende e limitare scappatoie legislative; non si è voluto quindi danneggiare il settore in modo eccessivo, anche perchè rappresenta il 3% del Pil cinese ed è considerato tuttora come il percorso della Cina verso il benessere. L'obiettivo dichiarato è promuovere uno sviluppo sano del settore, con la Cina che rimane impegnata nelle riforme del mercato dei capitali e nell'ulteriore apertura ai mercati internazionali. Guardando al passato, il ciclo normativo del 2018 è durato circa dodici mesi, pertanto è improbabile che l'attuale ciclo di inasprimento normativo si concluda a breve termine, a meno che non vi siano significativi problemi di crescita (cosa attualmente non prevista). E’ inoltre probabile che l'impatto economico sia modesto e quindi l'allentamento monetario dovrebbe rimanere mirato, ma qualsiasi segnale di un ciclo di allentamento politico più sostenuto potrebbe fornire un supporto alle azioni cinesi. Jpm Am fa notare comunque che le valutazioni degli indici azionari non sono ancora particolarmente allettanti: nel 2015 e nel 2018 l'Msci China esprimeva un rapporto P/e atteso di circa 10 volte mentre oggi il multiplo è di circa 15 volte. Gli investitori potrebbero richiedere un premio al rischio aggiuntivo per l’attuale incertezza, il che mina la stabilità dei prezzi delle azioni nonostante le correzioni già subite. Ma queste dinamiche, considerabili di breve termine, non hanno cambiato in modo sostanziale le opportunità di investimento a lungo termine per le azioni cinesi, specie se focalizzate sull'innovazione tecnologica e sulla crescita dei consumi domestici. I ruoli degli asset cinesi nei portafogli globali dovrebbero solo aumentare nel tempo, considerando i vantaggi in termini di crescita, reddito e diversificazione degli investimenti, secondo Jpm Am. Tenendo sempre presente che la volatilità è molto più elevata rispetto ad altri benchmark. E in termini di prodotti indicizzati l’offerta in Italia è particolarmente ricca. (riproduzione riservata)