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Strategie multifattoriali, la chiave per un portafoglio resiliente

08 agosto 2026, 02:00

Milano Finanza Intelligence Unit

Combinare diversi fattori di rendimento riduce la dipendenza da un unico scenario di mercato. L&G IM spiega come un approccio multifattoriale possa migliorare il profilo rischio-rendimento degli investimenti

Strategie multifattoriali, la chiave per un portafoglio resiliente

Negli ultimi dieci anni, investire in azioni è sembrato un esercizio sorprendentemente semplice. La straordinaria crescita di un ristretto gruppo di società statunitensi a grande capitalizzazione ha consentito agli indici ponderati per capitalizzazione di mercato di ottenere rendimenti eccezionali, rafforzando l'idea che questi strumenti rappresentino il modo più efficiente e neutrale per esporsi al mercato azionario.

Tuttavia, il successo di questo modello ha avuto anche un effetto meno evidente, la crescente concentrazione del rischio. Oggi gli indici market cap riflettono in misura sempre maggiore il peso di poche società, di specifici settori e di determinati fattori di investimento. Se il contesto che ha favorito questa leadership dovesse cambiare, anche le caratteristiche di rischio e rendimento degli indici potrebbero modificarsi sensibilmente. Ecco perché, per L&G IM, è tornato centrale il tema della costruzione del portafoglio, con l'obiettivo non di rinunciare all'esposizione azionaria ma, piuttosto, di individuare un approccio capace di mantenere solidità e continuità di rendimento.

L'attuale struttura dei mercati e la dominanza delle mega-cap

L'attuale struttura dei mercati azionari è il risultato di tre fenomeni che si sono rafforzati reciprocamente: la diffusione della gestione passiva, la crescente dominanza delle mega-cap e i continui flussi di capitale verso gli indici ponderati per capitalizzazione. Ma questo meccanismo tende a convogliare automaticamente nuovi capitali verso le società già più grandi, e gli indici finiscono per incorporare esposizioni implicite sempre più marcate verso titoli growth e valutazioni elevate. Ne consegue che un portafoglio costruito seguendo la capitalizzazione di mercato non rappresenta più semplicemente l'intero mercato, ma riflette una precisa esposizione ai segmenti che hanno già beneficiato della maggiore rivalutazione.

Oltre il numero di titoli: la vera diversificazione

La diversificazione viene spesso misurata dal numero di titoli presenti in portafoglio. In realtà, possedere centinaia di azioni non garantisce automaticamente un'efficace distribuzione del rischio se gran parte di esse risponde agli stessi fattori economici. La vera diversificazione consiste nel combinare differenti fonti di rendimento, riducendo la dipendenza da un unico scenario di mercato.

A tal proposito, continuano gli esperti di L&G Im, la ricerca accademica ha individuato nel tempo alcuni fattori che hanno mostrato premi al rischio persistenti in differenti aree geografiche e in numerosi cicli economici. Tra questi, assumono particolare rilevanza lo stile Value (società con valutazioni contenute), il Quality (aziende con fondamentali solidi e bilanci robusti), il Momentum (persistenza di un chiaro di mercato) e Low Volatility (titoli caratterizzati da una minore volatilità).

Ciascuno di questi fattori tende a esprimere il proprio potenziale in differenti fasi del ciclo economico; per questo motivo, combinarli all'interno di un'unica strategia multi-fattoriale permette di ridurre la dipendenza da uno specifico stile di investimento, favorendo una maggiore stabilità dei risultati nel lungo periodo, migliorando il profilo rischio-rendimento.

I vantaggi dell'approccio multifattoriale e delle small cap

L'obiettivo non è prevedere quale stile sarà favorito nei prossimi mesi, bensì costruire un portafoglio capace di adattarsi ai cambiamenti del contesto economico. Uno degli effetti più evidenti dell'approccio multifattoriale riguarda la riduzione della concentrazione sui maggiori titoli dell'indice. Questi portafogli distribuiscono il capitale in modo più equilibrato, evitando che poche società determinino gran parte del risultato complessivo. Anche l'applicazione di un approccio multifactor all'universo delle small cap ha evidenziato un ulteriore miglioramento del profilo rischio-rendimento, suggerendo che il loro contributo possa andare oltre la semplice esposizione dimensionale.

I pilastri per una costruzione del portafoglio resiliente

Una costruzione del portafoglio orientata alla resilienza può essere articolata attorno ad alcuni principi fondamentali, secondo L&G Im. A partire dal mantenere un'esposizione ampia al mercato, evitando che la ponderazione per capitalizzazione determini concentrazioni eccessive.

Il secondo elemento riguarda la diversificazione sistematica tra differenti fattori di rendimento, così da ridurre la dipendenza da un'unica fonte di performance. Un ulteriore punto fermo è l'ampliamento dell'universo investibile, attraverso metodologie di ponderazione alternative, una maggiore attenzione alle valutazioni e il reinserimento delle small cap come componente di portafoglio. Anche i costi di implementazione assumono un ruolo determinante, e l'efficienza operativa rappresenta una parte integrante della costruzione del portafoglio.

L'evoluzione delle metriche di analisi nell'economia moderna

Infine, l'evoluzione dell'economia rende necessario aggiornare anche gli strumenti di analisi. Indicatori tradizionali come il rapporto prezzo/valore contabile o alcune misure di redditività sono stati sviluppati in un contesto nel quale gli asset tangibili rappresentavano la componente prevalente del valore aziendale. Oggi, invece, ricerca e sviluppo, software, dati, marchi e capitale umano costituiscono una quota crescente del patrimonio delle imprese, rendendo opportuna un'evoluzione delle metriche utilizzate per identificare i fattori di investimento. (riproduzione riservata)



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