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I trend come difesa o cybersecurity possono aumentare la resilienza del portafoglio. Tra i motivi c’è anche il peso minore nei grandi indici

Temi anti-volatilità

30 maggio 2026, 02:00

Milano Finanza Intelligence Unit

Temi anti-volatilità

Il rischio di un conflitto prolungato in Iran, le pressioni inflazionistiche, l’incertezza che investe la politica americana per le elezioni di metà mandato, lo stress nel mercato del credito e la nuova tendenza a non investire più nelle mega-cap hanno contraddistinto la prima parte del 2026. Tra i primi a risentirne, secondo gli esperti di Global X, i mercati azionari, come testimonia l’aumento dell’indice Vix. Al contrario di quanto si possa normalmente concludere, questo sottofondo economico non implica che gli investitori debbano abbandonare i mercati azionari, ma piuttosto che debbano ricercare un maggiore equilibrio all’interno del proprio portafoglio investimenti.

I solidi fondamentali dell’S&P500 mostrano tassi di crescita degli utili attesi oltre il 17%.

Tuttavia, concentrare tutto il proprio portafoglio sulle mega-cap tradizionali non è più sufficiente, e una possibile soluzione sta negli investimenti tematici selettivi. Che prevedono l’impiego del capitale in panieri di aziende accomunate da un tema, piuttosto che singole imprese quotate. In particolare, oggi i temi legati a una domanda non discrezionale, che godono di sostegno politico e rilevanti da un punto di vista strategico, possano migliorare la resilienza del portafoglio nelle fasi di instabilità.

Perché gli investimenti tematici sono più resilienti

Sono tre le ragioni per cui alcuni temi sono più resilienti durante periodi di volatilità. Innanzitutto, solitamente i driver della loro domanda sono non discrezionali, come avviene nel settore della difesa nazionale, la sanità, l’acqua e l’energia, dove la curva della domanda non si sposta significativamente nonostante grandi variazioni di mercato.

In secondo luogo, questi temi di investimento sono strutturalmente sottorappresentati nei principali indici azionari. La difesa e l’aerospazio, ad esempio, rappresentano meno del 2,5% dell’S&P 500. Paradossalmente questo diventa un vantaggio nei momenti di volatilità: quando i mercati ruotano fuori dalle posizioni più affollate, i capitali tendono a fluire proprio verso questi temi, attratti dalla solidità dei loro fondamentali.

Infine, in fasi di volatilità gli investitori tendono ad abbandonare le scommesse sul lungo periodo e a privilegiare esposizioni con forte visibilità sugli utili, dove la domanda è già misurabile in ricavi, ordini e piani di investimento concreti.

Temi anti-volatilitàLA VOLATA DEL TEMA CYBERSECURITY
LA VOLATA DEL TEMA CYBERSECURITY

I settori chiave: difesa, cybersecurity e sanità

Come primo tema, Global X segnala la difesa e cybersecurity. Il primo è storicamente uno dei settori più stabili dell’economia e la sua spesa globale è proiettata a superare i 4 miliardi di dollari entro il 2030, a causa delle nuove tensioni geopolitiche.

Ciò che rende questo tema interessante è il cambiamento della natura stessa della guerra: sistemi offensivi relativamente economici costringono all’impiego di sistemi difensivi molto più costosi per neutralizzarli. Nella cybersecurity gli investimenti stanno aumentando esponenzialmente e stanno diventando sempre di più una domanda non discrezionale sia per i Paesi sia per le aziende.

Un secondo tema non discrezionale è la sanità e l’invecchiamento della popolazione mondiale, che sta creando una domanda sanitaria strutturale e prevedibile: in America gli over 65 ricoprono già il 18% della popolazione totale. Ancora più rilevante risulta essere la crescita della spesa sanitaria: gli individui over 55 rappresentano solo il 30% della popolazione ma generano il 57% della spesa sanitaria totale negli Stati Uniti.

Elettrificazione e infrastrutture digitali

Il terzo tema proposto è l’elettrificazione americana. Dopo due decenni di domanda quasi piatta, il consumo di elettricità è atteso in crescita del 50% tra il 2024 e il 2040, trainato da data center AI, veicoli elettrici e industria manifatturiera. Le utilities americane spenderanno 1400 miliardi di dollari tra il 2025 e il 2030.

L’ultimo tema segnalato da Global X sono i data center e le infrastrutture digitali, che combinano contratti lunghissimi, domanda dell’AI pressoché inarrestabile e offerta quasi esaurita. Questo genera una forte visibilità sugli utili e una bassa sensibilità alla volatilità. (riproduzione riservata)



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