
Negli ultimi anni, il boom dell’intelligenza artificiale è stato trainato principalmente dalle aziende che ne hanno sviluppato l’infrastruttura tecnologica, come i produttori di semiconduttori e i grandi gruppi del software, attirando un enorme interesse da parte degli investitori. Sebbene abbiano registrato performance eccezionali, la prossima fase della rivoluzione dell’intelligenza artificiale potrebbe essere, secondo Fidelity, molto diversa. Anzichè concentrarsi sulle aziende che sviluppano la tecnologia, gli investitori potrebbero iniziare a premiare quelle che la utilizzano con successo per trasformare i propri settori, in primis il settore sanitario.
Il comparto sanitario, peraltro, ha registrato una performance inferiore rispetto al mercato azionario nel suo complesso. Dopo la pandemia, l’utilizzo dei servizi sanitari è aumentato rapidamente, e questo ha comportato un incremento dei costi per le compagnie assicurative, comprimendone i margini di profitto; inoltre, cambiamenti normativi e preoccupazioni legate al prezzo dei farmaci hanno rappresentato ulteriori ostacoli per molte aziende del settore.
Questa divergenza ha fatto sì che molte aziende sanitarie siano oggi valutate a multipli più interessanti rispetto al mercato, pur mantenendo solidi fondamentali e prospettive di crescita di lungo periodo. Per gli investitori con un orizzonte temporale esteso, questa combinazione di valutazioni interessanti e miglioramento dei fondamentali del settore potrebbe rappresentare un’importante opportunità.
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L’intelligenza artificiale ha il potenziale per trasformare quasi ogni aspetto della sanità moderna. Uno dei suoi maggiori vantaggi risiede nella capacità di analizzare enormi quantità di dati clinici in tempi molto più rapidi rispetto ai metodi tradizionali, supportando i medici nell’effettuare diagnosi più rapide e accurate, migliorando al tempo stesso gli esiti per i pazienti.
Anche la scoperta di nuovi farmaci rappresenta uno degli ambiti in cui l’intelligenza artificiale potrebbe avere un impatto rivoluzionario. L’AI può accelerare questo percorso individuando molecole promettenti, prevedendo le loro interazioni biologiche ed eliminando precocemente quelle con minori probabilità di successo. Di conseguenza, le aziende farmaceutiche potrebbero ridurre significativamente sia i costi sia i tempi di sviluppo, aumentando al contempo le probabilità di portare sul mercato nuove terapie efficaci.
Gli algoritmi di machine learning possono aiutare i ricercatori a selezionare i pazienti più idonei, identificare potenziali problemi di sicurezza, monitorare i dati degli studi in tempo reale e analizzare risultati complessi con maggiore efficacia. Oltre alla ricerca e allo sviluppo, l’AI offre importanti opportunità per migliorare l’efficienza operativa dell’intero sistema sanitario. Ospedali, compagnie assicurative, laboratori e strutture sanitarie gestiscono quotidianamente enormi quantità di attività amministrative. L’automazione intelligente può semplificare la documentazione, ottimizzare la programmazione delle attività, migliorare l’allocazione delle risorse, ridurre i costi operativi.
Un altro potente motore di crescita per il settore sanitario è rappresentato dall’evoluzione demografica. Nei Paesi sviluppati la popolazione continua a invecchiare, determinando un aumento della domanda di servizi medici, farmaci, diagnostica e assistenza a lungo termine, creando un incremento strutturale della spesa sanitaria destinato a protrarsi per molti anni. Questo trend rappresenta una solida base per la crescita del settore nel lungo periodo, indipendentemente dalle oscillazioni economiche di breve termine.
Non tutte le aziende del settore saranno, però, in grado di beneficiare allo stesso modo dell’adozione dell’AI, rendendo fondamentale un’attenta selezione degli investimenti. Le imprese in grado di combinare competenze mediche avanzate con sofisticate capacità di analisi dei dati potrebbero essere le meglio posizionate per guidare la prossima ondata di innovazione. (riproduzione riservata)