Dopo il primo rialzo dei tassi dal 2018 da parte della Fed, il mercato cerca di annusare il possibile percorso di tali azioni negli anni a venire. L’attuale forchetta, fra lo 0,25% e lo 0,50%, è infatti destinata a rialzarsi in modo pressochè costante nei prossimi anni, sulla scia dell’inflazione galoppante e di un’economia interna molto robusta. Un’altra considerazione che è stata fatta in occasione del meeting Fomc riguarda le attese di riduzione del bilancio della banca centrale, in grado di muove la parte medio-lunga della curva dei rendimenti. Già a maggio si dovrebbero avere indicazioni precise in merito a tali elementi. In una recente analisi, Hsbc AM mette in evidenza a tal proposito che i mercati dovrebbero mettere in conto una crescita economica più lenta, un’inflazione più persistente e tassi via via più alti. Il Fomc ha infatti applicato revisioni alle sue proiezioni economiche nella riunione di marzo, che ora mostrano una crescita più lenta, un'inflazione più elevata e un ritmo più rapido di normalizzazione della politica monetaria nel corso del 2022 ma non solo. Il Comitato giudica ora probabile la necessità di aumentare il tasso dei Fed funds di un totale di 175punti base per quest'anno, ben al di sopra dei 75 punti base di rialzi dei tassi che erano stati suggeriti come ottimali nelle precedenti proiezioni. Le proiezioni indicano inoltre un ulteriore 75-100 punti base di inasprimento durante il 2023, portando il tasso dei Fed funds quasi al 3,00%, circa 75 punti base più in alto del massimo precedentemente previsto dal Comitato statunitense. Il "dot plot" delle aspettative sui tassi dei singoli membri del Fomc mostra che sei dei sedici membri ritengono probabile che il tasso dovrà salire a un ritmo più rapido nel 2022, rispetto a quanto indicato nella previsione mediana, mentre solo quattro voci ritengono probabile un ritmo di inasprimento più pacato.
La forza trainante per il cambiamento delle prospettive politiche è un'inflazione più alta e duratura di quanto la Fed si aspettava in passato, piuttosto che una prospettiva di crescita più forte. A tal proposito, il presidente Powell ha fatto notare che il comitato è profondamente consapevole della necessità di riportare l'economia alla stabilità dei prezzi, considerato che ora si aspetta che l'inflazione core rimanga sopra il 4% per tutto il 2022 e non è previsto il ritorno all'obiettivo del 2% al 2024. La revisione al rialzo dell'inflazione e la revisione al ribasso della crescita economica riflettono le difficoltà continue della catena di approvvigionamento e l'aumento dei prezzi delle materie prime. Ma Hsbc Am si focalizza soprattutto sulle implicazioni per gli investimenti di questo scenario. Nonostante il mercato si aspettasse i sette aumenti dei tassi nel 2022 che la Fed ha ora ha segnalato di voler effettuare, il rendimento del Treasury Usa a 2 anni è salito di circa 10 pb subito dopo l'annuncio; mentre il rendimento sulla scadenza a 10 anni è salito di circa 5 pb. Questo appiattimento della curva dei Treasury riflette una certa sorpresa nel mercato per il grado di ulteriore inasprimento che la Fed si aspetta per il 2023. Il potenziale per un incremento significativo di inasprimento della politica, combinato con le preoccupazioni riguardanti la situazione in Ucraina, suggerisce che il 2022 sarà probabilmente un anno di "duro lavoro" per i mercati. L’asset manager si attende che la volatilità rimanga elevata per quest’anno. In questo contesto, Hsbc Am suggerisce un'allocazione (sia con strumenti passivi che attivi) sostanzialmente difensiva, il che significa un approccio selettivo in termini di strategie più che una generale riduzione del peso delle esposizioni azionarie. Ad esempio, ciò potrebbe essere implementato esponendosi al fattore Value (azioni a sconto sui fondamentali), che comprende i settori che possono performare bene nel contesto attuale: in particolare, ci si riferisce alle risorse naturali e ai titoli finanziari. Inoltre, il fattore Qualità sembra tuttora in grado di offrire buone soddisfazioni quest’anno, data l'esposizione a società con bilanci societari più solidi e potere dei prezzi in grado di proteggere i margini dai costi di produzione più elevati. (riproduzione riservata)