
Ci muoviamo in un contesto iper-sensibile ai tassi di interesse, considerata l'aggressiva stretta applicata da molte banche centrali, e i policymaker rimarranno vigili per reagire rapidamente a qualsiasi problema associato a tale inasprimento. Il 2023 ha lasciato, per Kristina Hooper, Chief Market strategist di Invesco, alcuni insegnamenti chiave. I responsabili politici di tutto il mondo sono molto sensibili alla possibilità che qualcosa possa "rompersi" in seguito ai rialzi dei tassi applicati, e questo dovrebbe confortare gli investitori. Non bisogna poi credere a ciò che la Federal Reserve dice che farà, meglio credere a ciò che i dati dicono che la Fed farà: molti banchieri centrali hanno mantenuto un atteggiamento pubblico da falco nonostante i progressi sostanziali nella disinflazione.
Così, mentre il più recente "dot plot" indicava che la Fed prevede di tagliare i tassi di 75 punti base nel 2024, è possibile che la Fed tagli probabilmente tra i 100 e i 150 punti base (naturalmente a seconda dei dati). Un’altra lezione è che la politica monetaria ha avuto un impatto eccessivo sui mercati: l'anno scorso i tassi si sono rivelati una variabile fondamentale, dato il ciclo dei rialzi. Il calo dei tassi a lungo termine negli ultimi mesi del 2023 ha avuto un forte impatto su diverse asset class, dalle azioni al reddito fisso all'oro, e resterà una variabile chiave anche nel 2023.
Per Hooper, la diversificazione rimane, di riflesso, fondamentale, considerando ciò che si è osservato l'anno scorso all'interno di alcune delle principali asset class: le azioni cinesi hanno deluso a causa delle preoccupazioni economiche ma nel complesso le azioni globali hanno guadagnato più del 20%, i titoli obbligazionari globali hanno a loro volta registrato guadagni, con gli high yield in evidenza, mentre le materie prime hanno incassato delle perdite. L'oro ha invece dominato lo scorso anno, con una domanda favorita dagli acquisti per il rischio geopolitico, dagli acquisti delle banche centrali e dal calo dei tassi. Guardando al 2024, la Fed rimane al centro dell'attenzione e i primi giorni dell’anno sono stati purtroppo più impegnativi del previsto.
Per l’esperto di Invesco, si tratta del riflesso dell'ansia e della confusione che regna intorno all'entità del taglio dei tassi da parte della Fed per l’anno appena iniziato, alimentato anche da alcuni discorsi da falco della Fed e da alcuni dati recenti. Ma come ha spiegato il Presidente della Fed di Dallas, Lorie Logan, in un recente discorso, "le condizioni finanziarie restrittive hanno svolto un ruolo importante nell'allineare la domanda all'offerta e nel mantenere ben ancorate le aspettative di inflazione; non possiamo contare sul mantenimento della stabilità dei prezzi se non manteniamo condizioni finanziarie sufficientemente restrittive". I dati dei prossimi mesi forniranno una maggiore chiarezza sul fatto che la Fed taglierà i tassi in modo significativo quest'anno, il che dovrebbe essere di supporto per le azioni e il reddito fisso.
RENDIMENTI BUND DECENNALE

La prima metà del 2024 sarà probabilmente, prosegue Hooper, in gran parte una continuazione degli ultimi mesi del 2023, anche se con maggiore volatilità. In merito alle aspettative, almeno un'elezione avrà un esito a sorpresa, ma come abbiamo visto in precedenza le elezioni non hanno importanza per i mercati nel lungo periodo, quindi non vale la pena preoccuparsi eccessivamente. All'inizio dell'anno la Fed si potrebbe esprimere con toni più ambigui, che è il modo con cui la Fed tiene sotto controllo l'allentamento delle condizioni finanziarie. Tuttavia, i rendimenti possono salire, a scapito di azioni e gli altri asset, quindi è necessario mettere in conto maggiore turbolenza dei mercati.
La performance del mercato probabilmente non sarà più guidata solo da una piccola manciata di titoli, come nel 2023, e l’esperto di Invesco è positivo sulle azioni small cap e sulle azioni e i bond dei mercati emergenti. E’ possibile che la "paura di restare fuori" dal mercato accelererà all'inizio del 2024, inducendo gli investitori amanti del cash a spostarsi verso le azioni e i bond con duration maggiore. La seconda parte del 2024 sarà, probabilmente, più sobria per i titoli azionari, conclude Hooper. (riproduzione riservata)