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Transizione energetica

Milano Finanza - Numero 206 pag. 42 del 17/10/2020

Milano Finanza Intelligence Unit

BNP AM segnala la resilienza espressa dai temi Low Carbon, una tendenza che è destinata a confermarsi nel tempo.

Transizione energetica

Per BNP AM lo slancio verso la decarbonizzazione globale è un mandato ormai imprescindibile in termini di investimenti. E per una volta l’area europea non è in sofferenza ma anzi si fa promotrice con orgoglio di una serie di iniziative di riferimento a livello mondiale. L’UE, come specifica Mark Lewis, responsabile sustainability research di BNP AM, sta intensificando gli sforzi per contrastare il riscaldamento globale e un nuovo target più ambizioso per la riduzione dell’inquinamento atmosferico dovrebbe accrescere l’incentivo economico per le aziende ad adottare modalità operative più rispettose dell’ambiente. La riduzione delle emissioni è necessaria ed urgente secondo Lewis per via del campanello d’allarme lanciato dall’ondata ininterrotta di disastri naturali legati al clima, come gli incendi boschivi in Australia e in California, gli uragani e persino il caldo insolito e gli incendi della tundra in Siberia. Si segnalano ottimi progressi sul fronte della decarbonizzazione del settore elettrico in Europa, con la riduzione delle emissioni legate al processo. Inoltre, il calo delle attività sociali ed economiche dovuto alle misure contro il Covid-19 è stato accompagnato da un calo delle emissioni. La pandemia sembra destinata a modificare strutturalmente i comportamenti, con un numero sempre maggiore di persone che scelgono di continuare a lavorare da casa e un potenziale ridimensionamento duraturo dei viaggi d’affari e turistici a lungo raggio. In merito ai costi della decarbonizzazione, le tecnologie legate alle energie rinnovabili sono diventate sempre più convenienti, specifica Lewis. Le batterie, fondamentali per l’immagazzinamento dell’energia solare ed eolica, stanno migliorando, con il conseguente aumento dell’efficienza di stoccaggio e vantaggi in termini economici. Tra le fonti di energia alternative, l’idrogeno verde dovrebbe assumere un ruolo sempre più importante, dato che per l’azzeramento netto delle emissioni le sole fonti rinnovabili non sono sufficienti. Nell’ambito del suo Green Deal, l’UE ha fatto dell’idrogeno verde una priorità. Si stima che gli investimenti complessivi nell’idrogeno rinnovabile in Europa possano raggiungere i 180-470 miliardi di euro entro il 2050. Inoltre, il modello adottato negli ultimi decenni per ampliare la quota di energie rinnovabili può essere applicato anche all’idrogeno verde. Il target più ambizioso dell’UE per il taglio delle emissioni implica anche dei cambiamenti al mercato del carbonio. Il mercato funziona con “permessi” negoziabili che i responsabili delle emissioni di determinati settori e industrie possiedono e che sono tenuti a cedere per ogni tonnellata di CO2 emessa in un determinato anno. Il numero di permessi – o diritti di emissione – è limitato e la soglia massima diminuisce anno dopo anno, per incoraggiare gli i produttori di emissioni a passare a tecnologie più “verdi”. Il prezzo è definito in base alle dinamiche di domanda e offerta. Il target netto potrebbe determinare una notevole riduzione di tale soglia massima, il che dovrebbe far salire ulteriormente il prezzo del carbonio, già prossimo al record, aumentando di conseguenza il costo dell’inquinamento e intensificando quindi la pressione per passare a fonti di energia a più basso tenore di carbonio. Tale sistema, conclude Lewis, potrebbe essere adottato anche al di fuori dell’Europa e l’azzeramento delle emissioni di Co2 entro il 2050 è assolutamente realizzabile. BNP AM si è da tempo posizionata per cogliere questo trend secolare, proponendo anche in ambito di prodotti indicizzati una serie dedicata di Etf, che stanno performando molto bene rispetto ai classici indici di mercato. A tal proposito Sabrina Principi, Responsabile Etf e gestioni indicizzate per l'Italia per BNP AM, specifica che “in linea con i criteri del Paris Aligned Benchmark Standards il nostro Etf BNP Paribas Easy Low Carbon Europe 100 vanta piu' di  800 milioni di euro di attivi ed è stato il primo fondo Low Carbon a offrire agli investitori una soluzione che riduce l'impronta carbonio del portafoglio d'investimento; soddisfacendo i requisiti dell'accordo COP21 di Parigi che mira a limitare il riscaldamento globale a un massimo di + 2° C. La sua sovraperformance contro l'indice MSCI Europe si attesta intorno al 4,5% (a fine settembre) e su un lasso temporale di tre anni sale all’8,55%”. (riproduzione riservata)

 

 



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