Nel recente market and economic update di JPM AM vengono indicati i punti salienti che hanno influenzato i mercati negli ultimi mesi, con considerazioni in merito al resto dell’anno. Se l'economia degli Stati Uniti si è surriscaldata nel 2018, dovrebbe riprendere un ritmo lento e costante nel 2019, circa il 2% annuo. La disoccupazione continua parallelamente a diminuire e la crescita dei salari ad accelerare. La disoccupazione ha così raggiunto ormai uno dei livelli più bassi degli ultimi decenni e i fattori che limitano la crescita della forza lavoro, come il pensionamento dei “baby boomers” e l'immigrazione più contenuta, dovrebbero continuare a spingere il tasso di disoccupazione al ribasso, sebbene a un ritmo più lento rispetto a quanto abbiamo sperimentato nel recente periodo di espansione. Sul fronte societario, i profitti aziendali hanno rallentato, dopo la crescita degli utili forte del 2018. L'andamento della crescita dei profitti a una cifra dovrebbe rimanere stabile per tutto il 2019, per lo svanire dell’effetto generato dagli sgravi fiscali e per i tassi di interesse leggermente più alti. Si sono inoltre registrati aumenti nei prezzi delle abitazioni, oltre che di bond e azioni, ma non c’è stata una significativa variazione sui prezzi al consumo. L'inflazione CPI oscillerà appena al di sotto del 2% annuale nel 2019. Anche l'economia globale sta affrontando un periodo di rallentamento, in particolare in Cina, Germania, Eurozona, Taiwan e Corea: per il 2019 restano quindi venti contrari per l'economia globale, che sicuramente rallenterà ma comunque non si fermerà. E qui si innesta la Federal Reserve, in pausa nel suo ciclo di rialzo del costo del denaro con la promessa di essere paziente e di dipendere dai dati. Guardando al 2019 non sono più previsti ulteriori aumenti dei tassi, a meno che le condizioni non cambino sostanzialmente. Ne consegue la necessità per un investitore di ricercare un posizionamento accurato sul reddito fisso: i tassi di interesse di lungo termine rimangono molto bassi e la pausa annunciata dalla Federal Reserve potrebbe significare che i tassi si assesteranno su questi livelli per un periodo di tempo più lungo di quanto prima stimato dal mercato. Importante la flessibilità sugli investimenti nel reddito fisso in siffatto contesto di mercato. Anche le valutazioni azionarie statunitensi sono vicine alle medie storiche, e le correzioni del mercato hanno allontanato i timori di sopravvalutazione, ma anche agli utili delle società che hanno subito una certa decelerazione destinata a protrarsi. Nonostante la ripresa del mercato azionario nei primi mesi del 2019, le valutazioni rimangono ancora su livelli ragionevoli. Le azioni internazionali rimangono infine attraenti nel lungo periodo grazie alla forte crescita economica e probabilmente a una traiettoria discendente per il dollaro americano. Sotto il profilo delle valutazioni le azioni internazionali sono inoltre di gran lunga più a sconto rispetto sia a quelli degli Stati Uniti che alle loro serie storiche di lungo termine. Importante mantenere portafogli ben diversificati ed essere disposti a fare aggiustamenti più frequenti, in quanto i rischi in un ciclo così lungo aumentano gradualmente. (riproduzione riservata)