Le strategie settoriali rappresentano uno strumento utile a ottimizzare il portafoglio, puntando sui comparti con le migliori prospettive di performance e riducendo al contempo il rischio legato ai singoli titoli. In un contesto economico in continuo mutamento, investire nei settori consente di adattare il portafoglio ai cicli economici, ai trend secolari e alle innovazioni tecnologiche, in modo efficiente anche dal punto di vista dei costi. Secondo State Street IM, sono 3 i motivi che favoriscono l’adozione di una strategia settoriale negli investimenti.
I diversi settori dell’economia dell’economia reagiscono in modo eterogeneo ai cambiamenti macroeconomici. Negli ultimi dieci anni, la dispersione dei rendimenti Tecnologia, Sanità e Energia è stata oltre il doppio rispetto a quella osservata tra stili di investimento tradizionali (Growth, Value o Size). Questa maggiore variabilità amplia il ventaglio dei risultati possibili, ma crea anche opportunità interessanti di generazione di alpha. Sovrappesare i settori con rendimenti attesi più elevati e sottopesare quelli meno promettenti permette agli investitori di trasformare la dispersione in una potenziale fonte di extra-rendimento.
La selezione dei singoli titoli è complessa e fortemente influenzata da rischi idiosincratici. L’investimento settoriale consente invece di ottenere l’esposizione desiderata senza concentrarsi su poche aziende. Ad esempio, secondo gli esperti di State Street IM, per beneficiare della crescente domanda energetica legata all’intelligenza artificiale, è possibile investire nell’intero settore Utility: si cattura il trend di crescita mitigando il rischio specifico. I dati storici mostrano inoltre che distinguere tra vera abilità gestionale e semplice fortuna è arduo: negli ultimi vent’anni una quota maggiore di titoli ha sottoperformato il proprio settore rispetto a quelli che lo hanno sovraperformato in modo significativo.
L’economia segue cicli definiti, caratterizzati da variazioni di tassi d’interesse, inflazione, consumi e investimenti, e ogni fase favorisce settori specifici. In una fase di ripresa, ad esempio, l’aumento della fiducia dei consumatori sostiene i settori ciclici come il Consumer Discretionary, ma in media fanno bene anche finanziari e tecnologia, mentre comparti difensivi come i beni di prima necessità tendono a restare indietro. Danno, però, i risultati migliori nelle fasi di rallentamento o recessione, assieme a farmaceutici e utility. Le strategie settoriali sono utili anche per intercettare cambiamenti strutturali di lungo periodo. Dalla diffusione di ChatGPT nel 2022, l’intelligenza artificiale generativa ha trasformato il modo di creare e distribuire contenuti digitali. Grandi gruppi dei servizi di comunicazione come Alphabet, Meta e Netflix hanno beneficiato di significativi guadagni di efficienza, portando il settore a primeggiare per crescita degli utili e performance di mercato.
Il tanto discusso tema dell’intelligenza artificiale è, inoltre, trasversale ad alcuni settori, e, secondo l’asset manager, è possibile catturarne il potenziale gestendo la volatilità. Le valutazioni della tematica sono elevate, l’entità degli investimenti in capitale degli hyperscaler, i tempi di monetizzazione dell’AI e i potenziali effetti dirompenti sui modelli di business del software stanno alimentando l’incertezza degli investitori. Nel lungo periodo la tecnologia continua a essere vista come un vincitore strutturale del ciclo di innovazione dell’AI, grazie alla rapida adozione in numerosi settori e alla domanda crescente di potenza di calcolo. La domanda di AI ha sostenuto in modo significativo gli utili tecnologici: dal 2023 il settore ha registrato una crescita annualizzata del 34%, superando l’S&P 500 del 12%.
Tuttavia, i timori su CapEx e ritorni sugli investimenti hanno portato a una rivalutazione al ribasso, colpendo in particolare il software. I massicci investimenti stanno però ampliando la capacità e creando le basi per una crescita futura. Accanto alla tecnologia, i servizi di comunicazione stanno beneficiando in modo crescente dell’AI. Le piattaforme digitali la integrano per migliorare la user experience e l’efficacia pubblicitaria, sostenendo ricavi ed efficienza. Ad esempio, Meta ha registrato un aumento dei click pubblicitari grazie a modelli AI avanzati, Google ha rafforzato l’utilizzo del motore di ricerca con l’integrazione di nuovi modelli.
Eventi globali come le Olimpiadi Invernali e la Coppa del Mondo FIFA potrebbero accelerare la spesa pubblicitaria.
Un terzo pilastro per gestire la volatilità è rappresentato dalle utility, che stanno beneficiando della crescita strutturale della domanda elettrica legata ai data center AI. Con una bassa correlazione rispetto a tecnologia e servizi di comunicazione e con flussi di cassa stabili, le utility possono agire da efficace diversificatore. Di riflesso, concludono gli esperti di State Street IM, un approccio a tre settori (tecnologia, servizi di comunicazione e utility) può consentire di partecipare al potenziale di crescita dell’AI, migliorando al contempo la resilienza del portafoglio e riducendone la volatilità. (riproduzione riservata)