Il fondatore e Ceo di GraniteShares, Will Rhind, delinea a Milano Finanza la sua visione in merito a industria e mercati. Negli Usa, uno dei trend più importanti dell’innovazione di prodotto riguarda le strategie che utilizzano derivati e opzioni, che stanno diventando sempre più popolari. Si osserva una forte crescita degli Etf che incorporano strategie in opzioni (come covered call / put writing, buffered ETFs e le strutture autocallable) al fine di fornire rendimenti più elevati, distribuzioni periodiche oppure una certa protezione per l’investitore. Si mira a portare questo tipo di strategie anche in Europa.
In merito ai recenti movimenti dei mercati azionari, l’Ai resta centrale: molti investitori, specifica Rhind, stanno utilizzando il recente calo del mercato per acquistare ulteriormente titoli legati alla tematica. In generale, per quanto riguarda i prodotti a leva, si tratta di uno schema ricorrente: gli investitori-trader tendono a comprare sui ribassi, sfruttando la volatilità per generare ritorni di breve periodo con un approccio tattico. Siamo ancora nelle prime fasi del ciclo dell’intelligenza artificiale e la possibilità che sia una bolla sta diventando sempre meno convincente, considerando la mole di investimenti che vengono effettuati.
Molti si concentrano sulle aziende leader del settore ma sempre più investitori stanno guardando anche all’intera catena del valore dell’intelligenza artificiale, ad esempio società energetiche o fornitori di infrastrutture. Allo stesso tempo, considerate le attuali tensioni geopolitiche e la guerra in corso, anche sull’oro stiamo vedendo un aumento di interesse, così come su altre materie prime, per esempio il platino.
La pipeline di prodotto GraniteShares è in continua evoluzione: la parte principale rimane quella degli ETF a leva su singoli titoli e su indici, ma a tendere si vogliono portare in Europa molte delle strategie presenti negli Stati Uniti, ad esempio le strategie di vendita di opzioni put e autocallable, che generano distribuzioni periodiche per gli investitori, con differenti gradi di rischio.
Negli Stati Uniti sono stati quotati i primi Etf autocallable su singoli titoli. Alcuni dei prodotti GraniteShares che hanno rappresentato, negli ultimi anni, un’importante innovazione negli Stati Uniti, arriveranno anche in Europa, Italia compresa: un esempio sono gli YieldBoost, un put spread, dove si vende protezione e contemporaneamente si acquista protezione (put out-of-the-money) sullo stesso sottostante. L’elemento chiave, però, è che il sottostante non è un’azione normale, ma un Etf a leva su un singolo titolo. E più il titolo è volatile più il premio incassato dalla vendita delle opzioni è maggiore: vendere la volatilità implicita incorporata nel pricing delle opzioni sugli Etf a leva, specifica Rhind, permette di generare un reddito molto più elevato. Un altro aspetto interessante è che questi prodotti distribuiscono reddito settimanalmente. Sui nomi italiani (in termini di sottostanti per gli YieldBoost) c’è ancora da lavorare.
In merito alle dinamiche dell’industra, per Rhind negli ultimi dieci anni il mercato si è ampliato in modo significativo, oggi c’è molto più interesse per strategie alternative. Una delle ragioni principali è la crescita degli investitori retail, con le piattaforme fintech e le app come Robinhood che hanno reso investire molto più semplice e accessibile.