
Sebbene le elezioni Usa del 2024 siano ancora in corso e il clima è tutt’altro che sereno, è importante ricordare che storicamente le elezioni presidenziali hanno avuto un impatto minimo sui mercati. È, infatti, più probabile che la performance del mercato sia guidata dai fondamentali economici, come gli utili societari, i tassi d'interesse e la spesa dei consumatori, che non dagli esiti e dalle turbolenze elettorali. Ne è convinta anche Fidelity, che sottolinea come prendere decisioni di investimento sulla base delle promesse elettorali o delle politiche proposte dai candidati potrebbe non essere saggio, anche perchè è raro che tali promesse si realizzino come descritto in campagna elettorale.
ELEZIONI E VOLATILITA’ MERCATI
Nei prossimi mesi, ogni candidato presenterà una serie di proposte politiche che cercheranno di affrontare questioni di grande importanza economica per gli Stati Uniti, come le tasse, il commercio e l'assistenza sanitaria. Questo percorso può far sembrare l'esito delle elezioni come un cambiamento epocale nella vita degli americani, poiché chiunque vinca il controllo di Washington DC sarà incaricato di stabilire l'agenda del governo. Senza dubbio l'esito finale delle elezioni e il percorso elettorale possono provocare volatilità e avere un impatto momentaneo sui prezzi delle azioni ma storicamente i mercati finanziari non sono mai stati disturbati più di tanto dalle elezioni presidenziali, sottolinea Naveen Malwal, gestore di portafoglio istituzionale presso Strategic Advisers (che fa riferimento a Fidelity).
RUMOR DI BREVE
I titoli dei giornali possono a volte causare increspature a breve termine nel mercato, ma a lungo termine per le azioni, le obbligazioni e altri investimenti i rendimenti sembrano essere guidati molto di più dai fondamentali delle classi di attività sottostanti. A tal proposito, anche Denise Chisholm, direttore della strategia di mercato quantitativa di Fidelity Investments, sostiene che cercare di modificare la propria strategia d'investimento nella speranza di trarre vantaggio da un'anticipata oscillazione post-elettorale dei mercati potrebbe ritorcersi contro di voi; per l’esperto, non ha senso fare grandi cambiamenti al proprio portafoglio a causa delle elezioni.
ELEZIONI POCO INFLUENTI
Per analizzare l'andamento dei mercati durante i cicli elettorali, Chisholm ha esaminato i dati storici a partire dal 1950, considerando i rendimenti dei prezzi per i periodi di 12 mesi a ridosso delle elezioni federali. L’evidenza suggerisce che i 12 mesi che precedono un'elezione presidenziale presentino la più ampia gamma di possibili risultati di mercato rispetto ad altre fasi del ciclo elettorale; il rendimento medio non è sostanzialmente migliore o peggiore. Ciò indica, in linea generale, che le elezioni presidenziali non sono un evento particolarmente significativo per il mercato, secondo Chisholm.
RENDIMENTI AZIONARI VICINO ALLE ELEZIONI

PIU’ IMPORTANTE CICLO ECONOMICO
I migliori rendimenti medi si sono registrati, invece, nei 12 mesi successivi alle elezioni di metà mandato, che tendono anche ad avere la minore volatilità nei risultati. Ciò potrebbe essere dovuto alla diminuzione dell'incertezza legata alle elezioni, che tranquillizza gli investitori, ma i mercati prendono ampiamente spunto anche da altri sviluppi: non è la politica a guidare l'andamento dei titoli, contano maggiormente la dinamica dell'inflazione, degli utili, l’arrivo di una recessione, etc. Secondo Malwal, nella gestione dei conti dei clienti è il ciclo economico statunitense il motore principale per le decisioni di investimento.
MERCATI SONO APARTITICI
Peraltro, i mercati sono apartitici: l'indice S&P 500 ha registrato una media di rendimenti positivi in quasi tutte le combinazioni partitiche, e la divisione del governo è storicamente correlata a rendimenti di mercato più elevati. Le elezioni negli Usa potranno portare a grandi titoli di giornale o nei programmi televisivi, ma i portafogli di investimento è meglio non toccarli. (riproduzione riservata)