Nel recente Bond Compass, gestito da State Street Global Markets, si approfitta dello status di osservatore speciale ricoperto da State Street in qualità di banca depositaria per i principali intermediari finanziari globali per comprendere dove vengono convogliati i flussi nel contesto fixed income. Nel Bond Compass relativo all’ultimo trimestre 2018, che si basa sull’analisi dei flussi globali pari al 10% delle masse investite in prodotti obbligazionari ovvero circa 10 mila miliardi di dollari di asset, si evidenziano le dinamiche più recenti degli investitori globali, con interessanti spunti per il primo trimestre 2019. Ad esempi si evidenzia che per i Treasury è stato il miglior trimestre in termini di performance degli ultimi tre anni. Si è visto un aumento del valore delle posizioni detenute in Treasury da parte degli investitori, ma successivamente gli stessi si sono attivamente impegnati nella vendita i Treasury lungo la curva. In contrasto con l'ultimo grande rally dei Treasury nel primo trimestre del 2016, sembra chiaro che gli investitori non si aspettano che i guadagni del quarto trimestre si ripetano. A fianco di questo movimento si è registrata notevole domanda di titoli governativi più rischiosi, come il debito italiano e dei mercati emergenti in valuta locale. In particolare Brasile e Messico, caratterizzati dal più netto rimbalzo dei flussi a dicembre. L’apprezzamento valutario non ha comunque sostenuto una ripresa della domanda di obbligazioni sudafricane, mentre è continuata anche la vendita di obbligazioni turche e indonesiane in valuta locale; la ripresa dei mercati emergenti resta per ora selettiva. I flussi sono tornati ai livelli medi a dicembre, suggerendo che l'appetito per il rischio è migliorato. Per quanto riguarda il debito corporate, dopo la scarsa performance del quarto trimestre il credito high yield ha evidenziato buoni segnali, con gli investitori che hanno rivelato una forte preferenza per i titoli investment grade Usa. In ambito Etf, alcuni temi che possono essere proposti per il primo trimestre 2019 riguardano i bond emergenti in valuta locale, le obbligazioni corporate investment grade a breve scadenza in euro e i Treasury USA a 1-3 anni, i bond convertibili globali. Ma State Street ha anche tracciato in settimana, con un apposito evento a Milano, l’outlook per il resto dell’anno a livello globale. In particolare vengono messe in luce le sfide che i mercati devono affrontare in un contesto in cui la liquidità globale offerta dalle banche centrali si sta dissolvendo e i rischi politici stanno esplodendo. In merito alla crescita dell’economia, viene messa in luce la debolezza del contesto europeo, mentre la Cina è un colosso che troppo grande per essere non considerato con un occhio di riguardo, anche in termini di implicazioni nei portafogli di investimento. State Street mantiene, per quanto riguarda l’azionario, un sovrappeso sul contesto Usa, affiancato da posizioni caute sull’Europa e una chiara fiducia verso il contesto emergente, tuttora a sconto sul lungo termine rispetto ai Paesi sviluppati. In particolare si vede notevole valore nei segmenti growth degli emerging markets, ma anche il fattore Value appare interessante. Nel fixed income si ribadisce l’interesse verso i prodotti a bassa duration, in particolare US, grazie alla politica adottata dalla Fed. Il repricing in atto nei segmenti del credito potrebbe inoltre non essere terminato, ma è nel contesto emergente che si possono scovare le migliori opportunità, come già segnalato nel Bond Compass. Sia in termini di tassi reali che di potenziale apprezzamento della valute locali lo scenario resta favorevole per il 2019. (riproduzione riservata)