Fausto Tenini
Il tema multi-asset e di ricerca ETF di Invesco ha rilasciato la propria view in merito ai temi da cavalcare per la seconda parte dell’anno. Per quanto riguarda il contesto di investimento globale, l’elemento da cui derivano i cambiamenti di portafoglio di seguito suggerito è che i rendimenti stanno rialzandosi a livello globale, togliendo leggermente appeal alle azioni a favore dei bond. La crescita mondiale rimane robusta, anche se sta scemando in alcune aree, innescando rischi e parallelamente portando ad un maggior peso suggerito per bond ad alto rating e liquidità in dollari. In un portafoglio modello a media rischiosità, le azioni mondiale restano al 40% di peso, affiancate dal 44% di obbligazioni, 10% di cash e 6% di real estate indiretto. Il massimo del rapporto tra rendimento atteso e rischio è rappresentato dal cash in dollari, affiancato da una quota interessante di asset class immobiliare globale, equamente distribuito tra Usa, Europa, Giappone e mercati emergenti. Nel contesto immobiliare, le massime aspettative di performance a cinque anni interessano il Giappone, con un guadagno atteso del 13% annuo espresso in dollari Usa. Per quanto riguarda i sottostanti obbligazionari, la preferenza deve andare ai corporate bond di livello investment grade, dove l’area di gran lunga più apprezzata è nuovamente quella Usa. Mentre la quota di high yield è bene sia limitata (5% complessivo sul portafoglio), e solo focalizzata sull’area Usa. Mentre il cash in dollari è considerato molto utile anche come hedging in caso di crisi. Ma la risalita dei rendimenti sta rendendo via via più attraente il debito governativo americano, al pari delle emissioni governative dei Paesi emergenti. Supponendo un allungo del Treasury verso il 3,5% di rendimento, il rendimento complessivo atteso si attesta per i prossimi anni al 2,2%, e per questo motivo il peso in portafoglio sta salendo. Il debito emergente è visto molto positivamente, con un potenziale annuo prossimo al 5% in valuta forte, anche se in un portafoglio diversificato deve pesare molto meno rispetto ai governativi Usa. Quasi nullo invece il peso dei governativi area euro, per via della tendenza ad una probabile risalita dei rendimenti. Tra gli asset a maggiore potenzialità spiccano le azioni dell’area euro, quelle giapponesi e del contesto emergente. Con guadagni attesi anche a doppia cifra in dollari Usa. Peso zero viene invece attribuito alle materie prime, oro incluso. Gli scenari di rendimento atteso sopra identificati soggiacciono ovviamente ad alcuni scenari. Tra i quali spiccano livelli di default per i bond corporate high yield limitati al 4% circa per le aree Usa e euro e valori di spread per i corporate bond pari a 165 punti base in Usa e 50 punti base per l’area euro. (riproduzione riservata)