Non si ferma la valanga di capitale diretta verso gli Etf globali. Il provider di informazioni Etfgi mette in evidenza che il patrimonio dell’industria globale degli Etf ha raggiunto il livello record di oltre 23 mila miliardi di dollari Usa, alla fine di luglio 2026, e che gli afflussi da inizio anno hanno toccato il massimo storico di 1710 miliardi di dollari. Il patrimonio è aumentato del 16,6% da inizio anno nel 2026 (partendo da 19.840 miliardi di dollari a fine 2025) e solo a luglio si sono registrati afflussi netti mensili record pari a 383,60 miliardi di dollari.
È stato l’86° mese consecutivo di afflussi netti, confermando una eccezionale forma per l’industria dei replicanti (anche se ha sempre meno senso usare questo sinonimo per parlare di Etf, vista la svolta attiva in atto).
Da inizio anno sono stati lanciati 2.141 nuovi Etf da parte di 397 emittenti, mentre 353 Etf sono stati chiusi. Gli Etf azionari hanno attirato afflussi netti pari a 230,87 miliardi di dollari nel mese di luglio, quelli obbligazionari hanno registrato afflussi netti pari a 42,03 miliardi.
Gli Etf attivi hanno invece attirato afflussi netti pari a 89,58 miliardi a luglio, portando gli afflussi netti dall’inizio dell’anno a 590,46 miliardi, ben al di sopra dei 322,69 miliardi di dollari raccolti nello stesso periodo del 2025. Gli Etf attivi globali hanno raggiunto il livello record di 2.590 miliardi di dollari, con il settore che registra afflussi record da inizio anno (590 miliardi di dollari).
In Europa, nel frattempo, si è raggiunto il livello record di 3.800 miliardi di dollari in termini di patrimonio, mentre gli afflussi netti da inizio anno salgono al livello record di oltre 323 miliardi di dollari. Nel solo mese di luglio, il settore degli Etf in Europa ha registrato afflussi netti pari a 57,94 miliardi di dollari. Il patrimonio è così aumentato del 17,9% da inizio anno, e luglio si è confermato il 46° mese consecutivo di afflussi netti.
Da inizio anno sono stati lanciati in Europa ben 379 nuovi Etf, mentre 27 sono stati chiusi. In termini di sottostanti, gli Etf azionari hanno attirato oltre 40 miliardi di dollari a luglio, quelli obbligazionari 11,1 miliardi, mentre le materie prime hanno registrato afflussi netti pari a 2,12 miliardi di dollari. Gli Etf attivi hanno attirato 4,3 miliardi di dollari di afflussi netti a luglio, portando gli afflussi netti dall’inizio dell’anno a 30,93 miliardi di dollari, un valore sostanzialmente superiore ai 16,78 miliardi di dollari raccolti alla fine di luglio 2025.
Nel recente BlackRock Etp Landscape Report si scatta una fotografia analoga, con considerazioni specifiche sulle singole asset class. Nel mese di luglio la raccolta globale degli Etp ha registrato afflussi mensili record pari a 362,6 miliardi di dollari, superando il precedente massimo di 326,6 miliardi di dollari. Il nuovo record è stato trainato dal terzo mese consecutivo di aumento degli acquisti azionari, che hanno raggiunto 288,8 miliardi di dollari, mentre i flussi verso gli strumenti a reddito fisso sono diminuiti per il terzo mese consecutivo. I flussi verso le materie prime sono tornati in territorio positivo, raggiungendo 5 miliardi di dollari.
I flussi verso l’azionario europeo (4,4 miliardi di dollari) e giapponese (6,1 miliardi) hanno registrato un rafforzamento e, all'interno dei settori dei mercati sviluppati, i comparti healthcare (4 miliardi) e finanziari (4,1 miliardi di dollari) hanno registrato afflussi significativi per il secondo mese consecutivo. BIackRock si chiede, quindi, se sia in fase di costruzione una allocazione di tipo anti-momentum, per evitare gli elevati rischi di concentrazione rispetto al comparto tecnologico.
Nel frattempo, i nuovi apporti di capitale verso il settore tecnologico hanno raggiunto, a luglio, il livello record di 60,5 miliardi di dollari, quasi raddoppiando il precedente massimo di 32,0 miliardi di dollari a giugno.
In ambito obbligazionario, i flussi verso gli Etp sui tassi d’interesse sono saliti a 19,1 miliardi di dollari a luglio, trainati principalmente dai Treasury statunitensi (15 miliardi di dollari) che ha fatto passare in secondo piano la significativa ripresa dei tassi dell’Eurozona. Il credito investment grade ha registrato un rallentamento nel mese, mentre il credito high yield ha raccolto 1,4 miliardi di dollari. Debole invece l’interesse verso il debito dei mercati emergenti.
A livello Emea (cioè Europa, Medio Oriente e Africa), l’aumento dei flussi verso l’azionario emergente (3,5 miliardi di dollari), europeo (3 miliardi di dollari) e giapponese (2,1 miliardi di dollari) è stato accompagnato da 12,5 miliardi di dollari di afflussi verso gli Etp azionari statunitensi.
Per quanto riguarda il reddito fisso degli Etp quotati nell’area, gli strumenti sui tassi d’interesse sono tornati per la prima volta a salire in tre mesi, e la propensione al rischio nel comparto del reddito fisso ha registrato un rallentamento rispetto al mese precedente; si è osservata una riduzione dei flussi verso il credito investment grade e high yield, a favore degli emergenti. (riproduzione riservata)