Nel report Smart Beta Compass per il quarto trimestre 2020, redatto dall’emittente di Etf SPDR, si mettono in luce le dinamiche più interessanti che hanno interessato il contesto dei prodotti passivi fattoriali. Che con un solo click permettono all’investitore di posizionarsi su portafogli diversificati che mirano a specifiche strategie. Spdr sottolinea innanzitutto che i settori IT, health care e beni di consumo di base hanno avuto nel 2020 un enorme beneficio sulla scia della pandemia, indipendentemente dalla relativa esposizione ai fattori di mercati che avrebbero giocato un ruolo differente in un contesto di mercato più normale. La più grande delusione a livello globale ha interessato le strategie value e alto dividendo, mentre la strategia momentum ha dato soddisfazioni riuscendo a cogliere i trend più importanti tra i titoli a disposizione. Anche in termini di flussi la strategia momentum e size hanno espresso interesse, alimentate dalla fase risk-on che ha caratterizzato gli ultimi mesi del 2020, ma anche la strategia quality ha catalizzato un costante interesse. Ma nel 2021 le cose potrebbero cambiare, in quanto alcuni metriche sono troppo tirate per le strategie che hanno reso al meglio nel 2020 che oggi, ad esempio esprimono P/e troppo elevati. Guardando alle correlazioni, è la combinazione dei fattori a dare forse le indicazioni più interessanti. Le strategie value e dividendo sono molto legate fra loro, per via di una cross-correlazione pari a 0,85, mentre è sulla quality che si può ottenere un importante vantaggio in termini di de correlazione: combinandola sia con il fattore momentum (cross-correlazione vicina allo zero in ambito Usa) che con la strategia bassa volatilità. Spdr per il quarto trimestre 2020 suggeriva di posizionarsi sui prodotti a bassa volatilità per affrontare le incertezze di fine anno, ma gli elementi più interessanti nelle ultime settimane del 2020, che possono offrire spunti per l’inizio del 2021, ci vengono dati da Francesco Lomartire, responsabile per gli Etf di Spdr per l’Italia. Che sottolinea un ritorno di interesse per le strategie smart beta in particolare orientate alle società in grado di pagare dividendi crescenti su orizzonti temporali molto lunghi, la strategia dividend aristocrats. Ci sono molteplici ragioni alla base di questo recupero di attenzione, per Lomartire, in primis la diversa composizione settoriale dei portafogli costruiti con focus sulla ricerca di dividendi rispetto agli indici di pura capitalizzazione. Investire in una strategia focalizzata sui dividend growers rappresenta una scelta molto differente rispetto a privilegiare i settori artefici della ripresa azionaria del secondo e terzo trimestre dell’anno e cioè IT, consumer discretionary, communication services e health care. Tali settori hanno visto crescere ulteriormente le proprie valutazioni nella fase di rally conseguente alle prime riaperture post lockdown e hanno destato spesso preoccupazioni riguardo alla sostenibilità di questa crescita; molti investitori hanno iniziato a posizionarsi su settori trascurati, come ad esempio industrials e materials, guardando a società con una più ampia prevedibilità e stabilità dei propri utili, come appunto i titoli che in passato hanno costantemente pagato dividendi crescenti. Dopo due anni di ritorni azionari riconducibili per lo più all’espansione dei multipli, è comprensibile per Lomartire che gli investitori cerchino parziale riparo tra le società con un passato di crescita sostenibile. Un’ulteriore spinta all’attenzione verso le società ad alto potenziale di dividendo è derivata dalle misure straordinarie di politica monetaria messe in atto per contrastare gli effetti negativi della pandemia, che hanno avuto come conseguenza secondaria il crollo dei rendimenti e reso sempre più difficile la ricerca degli stessi; ai titoli ad alto dividendo molto spesso si è guardato per sostituire porzioni non più redditizie di portafogli bilanciati al fine di ripristinare gli obiettivi di rendimento fissati. (riproduzione riservata)