Tra le delusioni degli ultimi dodici mesi c’ senza dubbio l’azionario cinese, per via di performance deludenti in termini assoluti e relativi. Ma per Jpm Am, attraverso la voce di Gabriela Santos, Global Market Strategist, ci sono diversi fattori che possono fungere da catalizzatore per un deciso recupero per il resto dell’anno. In estrema sintesi, elementi come il picco raggiunto nei lockdown, la politica pronta a intervenire quando serve e una tregua prolungata in merito agli inasprimenti normativi dovrebbero essere in grado di far ripartire l’economia e offrire un booster alla borsa. L'anno della Tigre avrebbe dovuto essere un anno di stabilizzazione per l'economia cinese e di ripresa per il suo mercato azionario, ma le aspettative sono state negate da diversi fattori: l'arrivo della variante Omicron in Cina ha causato un ulteriore rallentamento dell'economia e del mercato azionario, oltre che della valuta. Inoltre, gli investitori sono ancora preoccupati per l'introduzione di ulteriori norme restrittive. Raggiungere il picco in merito ai lockdown aiuterebbe gli investitori a convincersi che il peggio è alle spalle. Una soluzione all'equilibrio instabile tra "zero Covid" e stabilità economica è l’aspetto cruciale per il futuro. Parametri più flessibili per la riapertura che permettessero una gestione ottimale tra la politica zero Covid e sistemi a circuito chiuso per le fabbriche e i porti nelle aree soggette a restrizioni, aiuterebbero la mobilità e la produzione a riprendersi. La politica è inoltre sempre pronta a dare stimoli all’economia, ed anche questo aiuta gli investitori a ritrovare fiducia: sebbene sia improbabile un ritorno agli stimoli su larga scala, una ripresa dei prestiti alle piccole e medie imprese (combinata con la programmazione degli stimoli fiscali più utili) aiuterebbe l'impulso al credito a continuare a salire e tornare presto neutrale o anche leggermente positivo per il sistema economico. Il trascorrere del tempo senza nuove normative aiuta peraltro a convincere gli investitori che la fase introduttiva del nuovo Piano quinquennale sia alle spalle e che i responsabili politici stanno effettivamente passando a una fase di supervisione normalizzata. Le azioni cinesi hanno nel frattempo iniziato a rimbalzare, salendo del 19% nelle quattro settimane successive al minimo del 15 marzo, in linea con la performance storica dopo correzioni simili del 30% in passato. Un ulteriore miglioramento della fiducia aiuterebbe a convincere gli investitori locali e stranieri che è in arrivo un rimbalzo importante. Di valore nel mercato ce ne è parecchio, prosegue Santos, con il multiplo P/e a termine dell'Msci China ora inferiore dell'8% alla sua media ventennale, e sui livelli più bassi dalla correzione del 2018. Il ritorno dei flussi esteri negli asset locali cinesi contribuirebbe inoltre a stabilizzare lo yuan, che quest'anno si è deprezzato del 5,4%. Il grafico mette in evidenzia la dinamica di quanto accaduto in passato dopo crolli del mercato azionario cinese. Il primo tentativo di recupero è già stato messo a segno, ma nei mesi a venire, se la storia si ripete, le opportunità di ulteriori recuperi restano aperte, secondo l’esperto di Jpm Am. (riproduzione riservata)