
Sono numerose le possibilità per prendere posizione, in termini di Etf, sull’azionario cinese, ma diversi investitori rimangono scettici per via delle performance deludenti degli ultimi anni. Brendan Ahern, Chief Investment Officer di KraneShares, svela a Milano Finanza le diverse ragioni per cavalcare oggi questa asset class di nicchia. L’esperto ritiene che la ripresa dei corsi azionari locali sia, infatti, destinata a durare, anche se si potrà assistere a una certa volatilità.
In termini macroeconomici, il Presidente Xi ha incaricato il governo cinese di adottare tutte le misure necessarie per far ripartire l'economia e ha dato un adeguato margine di manovra per le decisioni economiche al Premier Li Qiang, da sempre sostenitore del libero mercato. La Cina dispone di risorse significative per stimolare l’economia, con un rapporto debito/PIL di poco superiore all'80% e, al contrario di tutte le maggiori economie mondiali, non ha utilizzato stimoli fiscali per sostenere la domanda durante la pandemia.
Stiamo, inoltre, assistendo a un ritorno degli investitori tattici, mentre il governo sta lavorando per risolvere la crisi del settore immobiliare, prioritaria in quanto impatta in modo significativo sul livello di fiducia dei consumatori. Le case non consegnate saranno completate grazie a garanzie governative per le imprese immobiliari e molti progetti non portati a termine saranno riconvertiti in edilizia pubblica. Queste misure miglioreranno la fiducia dei consumatori nel tempo, secondo Ahern.
Le riforme sulla migrazione interna renderanno anche più facile per i residenti delle aree rurali trasferirsi nelle città, dove potranno riqualificarsi e contribuire a sostituire una forza lavoro che invecchia. Per fare un confronto con il Giappone, sebbene le sfide demografiche della Cina siano simili a quelle giapponesi, un elemento distintivo tra i due Paesi è proprio la grande popolazione cinese delle aree rurali, che presenta tassi di natalità più elevati e non è ancora stata interessata dai benefici dello sviluppo economico e dell'urbanizzazione.
CSI300

Da qui a fine anno il mercato è visto in potenziale rialzo, e gli investitori dovranno digerire il risultato delle elezioni statunitensi, che dovrebbe avere un impatto finale limitato sulle azioni cinesi. In particolare, le azioni A-shares (Cina continentale) sono le dirette beneficiarie delle risorse volte a stabilizzare i mercati azionari; nonostante il rialzo delle A-shares sia stato più lento dopo gli annunci di stimolo di settembre, potremmo assistere a un loro ulteriore rialzo rispetto ai mercati offshore. Infatti, prosegue Ahern, gli investitori onshore e offshore spesso interpretano le misure adottate in modo diverso. Ad esempio, le A-shares hanno reagito positivamente alla conferenza stampa del Ministero delle Finanze del 12 ottobre, e agli annunci relativi alla spesa e all’espansione del deficit a favore delle imprese immobiliari e dei governi locali, mentre i titoli offshore hanno registrato una flessione nella giornata di scambi successiva.
L'attuale rialzo dei mercati azionari cinesi, guidato dagli stimoli governativi e dall'entusiasmo del settore retail, presenta analogie con i rally del 2005-2007 e del 2014-2015, ma anche alcuni elementi distintivi. Tra questi, il posizionamento sulla Cina storicamente basso degli investitori nazionali ed esteri prima di questo rally. Negli ultimi anni le restrizioni normative, i timori geopolitici e il rallentamento della crescita economica hanno influenzato il sentiment degli investitori nei confronti della Cina con il risultato che molti di loro sono rimasti sottopesati sui titoli cinesi. Di conseguenza, il rally del mercato è guidato non solo dagli stimoli ma anche da un effetto di recupero, in cui gli investitori hanno cominciato a riportare ad un peso neutrale la loro esposizione alla Cina dopo un prolungato periodo di cautela.
Infine, gli investitori internazionali dovrebbero guardare alla Cina anche sulla base delle valutazioni interessanti e di potenziali stimoli in arrivo. Ad esempio, le società del settore Internet hanno aspettative di crescita degli EPS migliori rispetto a quelle di altri settori. (riproduzione riservata)