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Rally Usa sostenibile

Milano Finanza - Numero 153 pag. 36 del 03/08/2019

Milano Finanza Intelligence Unit

JPM AM evidenzia che, nonostante i deflussi dalle gestioni azionarie, il rally azionario Usa non è ancora morto

JPM AM, attraverso un’analisi di  David Lebovitz, Global Market Strategist della società di investimento, si chiede come possa tutt’oggi essere considerato sostenibile il rally del mercato azionario Usa, in un momento dove i fondi legati all’equity evidenziano flussi in uscita. Una delle cose più misteriose riguardo al recente rally del mercato azionario è, secondo lo strategist, proprio il fatto che esso sia avvenuto in un contesto di deflussi dai fondi azionari e di paralleli afflussi nei prodotti obbligazionari. Infatti, secondo l'Investment Company Institute (ICI), dalla fine del terzo trimestre del 2018 fino alla prima settimana di luglio 2019 i fondi comuni d’investimento e gli Etf azionari Usa hanno visto circa 105 miliardi di dollari in deflussi, contro i 130 miliardi di dollari di afflussi a favore del reddito fisso. Come ha potuto quindi il mercato azionario fare un rally del 30% dal lontano dicembre del 2018? A tal proposito è importante però tenere presente che mentre gli investitori individuali fanno affidamento sui fondi comuni d’investimento e sugli Etf per allocare il capitale a disposizione, ci sono molti altri operatori nel mercato che si indirizzano altrove. Innanzitutto, le tesorerie aziendali hanno attivamente ricomprato azioni, per un valore di 206 miliardi di dollari di riacquisti completati nel primo trimestre e di altri 257 miliardi che dovrebbero realizzarsi nel secondo trimestre del 2019. I buy-back societari hanno sostenuto non poco i prezzi delle azioni nel corso degli ultimi anni. Inoltre, l’attività di copertura delle banche e di altre istituzioni finanziarie ha a sua volta un notevole impatto, dal momento che i trading desks che sottoscrivono strategie con i derivati spesso dovranno coprire le proprie posizioni acquistando le attività finanziarie sottostanti. E, infine, i dati sul prime brokerage suggeriscono che i fondi hedge, sebbene abbiano comprato titoli azionari, sono ancora ampiamente sottopeso su tale asset class. Lebovitz segnala inoltre che un’altra fonte principale di domanda di azioni arriva dagli investitori che cercano di mantenere allocazioni fisse all’interno dei propri portafogli; questi ultimi possono essere fondi bilanciati, fondi sovrani, fondi pensione o altri grandi operatori istituzionali. Molti di questi investitori sfruttano account separati piuttosto che fondi, così le integrazioni alle loro posizioni in azioni non hanno un impatto sulle statistiche di flusso del fondo. Poiché le azioni sono state svendute e i bond hanno visto un rally, questo gruppo di investitori è stato costretto ad acquistare sempre più azioni per bilanciare i propri portafogli. Un investitore che avesse avuto il 60% del proprio portafoglio investito in azioni e il 40% in bond avrebbe visto una discesa dell’allocazione in azioni al di sotto del 55% alla fine dello scorso anno. Inoltre, nonostante il successivo rally in azioni, questo portafoglio avrebbe ancora un’allocazione in azioni al di sotto del target, supponendo che non ci siano ribilanciamenti. Sebbene in questo momento gli investitori retail sembrino scettici riguardo alle azioni, queste sono ancora richieste da una varietà di altri tipi di investitori. Mentre è probabile che il ritmo degli utili azionari si abbassi in futuro, questa domanda potrebbe tornare a favore del mercato azionario nel suo complesso verso la fine dell’anno. Nonostante il rally azionario già osservato negli anni addietro, ad alcuni investitori servono ancora più azioni di quanto già detenuto in portafoglio. JPM AM è presente in Italia sul fronte Etf attraverso un’offerta di ventiquattro prodotti, che coprono anche sottostanti di tipo alternativo, ad esempio long-short e managed futures. (riproduzione riservata)
 



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