In un recente approfondimento di Ubs Am vengono analizzate le dinamiche delle materie prime in base alle differenti curve dei futures delle commodities, per capire cosa aspettarsi nell’attuale contesto di mercato. L’attuale ambiente è peraltro favorevole a questa forma di investimento, principalmente per via del ritorno dell’inflazione affiancato dalla crescita economica robusta. Un elemento molto interessante risiede nella backwardation presente da alcuni mesi sui futures del petrolio, ovvero dall’inclinazione negativa della curva delle differenti scadenze dei futures sul Wti. Ciò in termini operativi porta a un rendimento positivo in termini di rolling yield per i detentori di posizioni lunghe, in quanto gli strumenti finanziari che si agganciano ai futures sul petrolio possono godere del fatto che i futures su cui posizionarsi presentano un prezzo a termine più basso rispetto a quello in scadenza al momento del rolling. Il tutto a vantaggio degli investitori. La situazione di backwardation si verifica nei periodi in cui i diversi attori del mercato delle materie prime preferiscono detenere il sottostante fisico anziché i contratti a termine; diversamente, la situazione definita contango ingloba il cost of carry, ovvero i vari costi di trasporto e stoccaggio che fanno si che i prezzi futures siano via via più elevati in funzione della scadenza dei contratti a termine, con annesso onere per gli investitori che usano i futures anziché il sottostante fisico. Il contesto attuale di backwardation non si vedeva dal 2014, e Ubs Am analizza ciò che questo può comportare per l’indice Ubs Bloomberg Cmci, uno dei benchmark più utilizzati in ambito di materie prime diversificate. Si tratta di un indice più evoluto rispetto ad altri benchmark, in quanto vengono ottimizzate le posizioni dei futures (non solo quello più vicino) sulle diverse materie prime proprio per gestire al meglio le situazioni di contango. Aggregando le diverse curve delle singole materie prime, si segnala che in passato quasi sempre il mercato risulta mediamente in contango (85% dei casi con durata media di 132 giorni) e raramente in backwardation (15% con durata media di 23 giorni): sono un’eccezione il 2003, il 2013-2014, i mesi scorsi. Durante i periodi di contango il costo di rolling mensile si è attestato mediamente allo 0,8%, mentre il vantaggio durante le fugaci fasi di backwardation si è limitato allo 0,4% mensile. Guardando alla dinamica degli indici di materie prime, il Cmci risulta aver sovraperformato i benchmark più obsoleti – che guardano solo al primo futures oltre la data di valutazione- nelle fasi di importante contango come di elevata backwardation: ma nella prima situazione il vantaggio relativo è risultato pari (nel periodo 2001-2018) al 3% annuo, nel secondo caso allo 0,2% annuo. Rispetto all’indice Bcom, ad esempio, nell’89% dei casi si ha quindi sovraperformance, indipendentemente dalle situazioni di contango o backwardation, ma la grandezza del vantaggio accumulato è nettamente più elevata durante le fasi di elevato contango. (riproduzione riservata)