
Il Franklin Templeton Institute ha intervistato i gestori di portafoglio in tutte le classi di attività a disposizione (azioni, private equity, reddito fisso, debito privato, immobili, asset digitali, hedge fund), con il fine di fornire la visione globale più completa sulle aspettative dei clienti, fornendo anche previsioni su inflazione, crescita attesa, performance potenziali delle asset class per il 2024. Tale ricerca viene condotta due volte all’anno, coinvolgendo oltre 250 portfolio manager e capi economisti. Un elemento che scaturisce in modo chiaro dal sondaggio è il focus sulla qualità, che secondo gli esperti chiamati in causa deve interessare nell’attuale fase storica tutte asset class di investimento.
Guardando agli aspetti macroeconomici, tra gli aspetti più salienti dell’indagine il fatto che la recessione globale dovrebbe essere evitata, con la crescita mondiale in linea con le aspettative di consenso nelle principali regioni. La crescita si dovrebbe attestare al 2,3% annuo, in calo dal 2,9% di inizio 2024 e al 2,4% del consensus Bloomberg. La curva dei rendimenti negli Stati Uniti dovrebbe iniziare a normalizzarsi con il calo dei rendimenti dei Treasury a due anni, e l'inflazione continuerà probabilmente a scendere anche se ad un ritmo più lento del consenso, mantenendosi quindi sopra gli obiettivi delle banche centrali.
I Fed Funds sono visti a fine anno al 4,9%, rispetto al 4,2% dei Treasury decennali. La disoccupazione dovrebbe salire al 4,1%, ma rimarrà storicamente bassa, almeno negli Stati Uniti. In merito alle valute, il dollaro Usa è atteso sostanzialmente invariato durante il 2024.
Il livello target sull’indice S&P500, mediamente atteso per la fine del 2024, è posizionato a 5.250 punti, dinamica in lieve calo alimentata dall’incremento degli utili atteso al 7,4%, contro il 10,4% del consenso. In ambito geografico si preferiscono Stati Uniti ed Europa rispetto all’area emergente, a parte l’India. I sottostanti da preferire, secondo il sondaggio, sono di riflesso i titoli growth e le large cap statunitensi, l’azionario giapponese e indiano. Mentre il focus settoriale potrebbe andare a favore di tecnologia, industria, sanità, energia e finanza. In termini di fattori la qualità dovrebbe restare preponderante. Tra i rischi principali si conferma la geopolitica, gli utili inferiori alle aspettative ed esiti elettorali non favorevoli.
ASPETTATIVE SUI TASSI USA

In ambito obbligazionario, si dovrebbe estrarre valore dal calo dei tassi d'interesse atteso per il 2024. I rendimenti dei Treasury a due anni subiranno probabilmente una discesa significativa, fino al 4,4% annuo di yield, mentre i rendimenti a 10 anni dovrebbero anch'essi scendere ma in modo più contenuto.
Sono attesi due tagli dei tassi nella seconda parte dell’anno per la Federal Reserve, e gli spread investment grade negli Usa sono visti in crescita a 98 punti base, rispetto agli attuali 85 (123 punti la media storica). Al contrario, gli high yield negli Usa sono attesi a 336 punti base, con default rate visti salire dall’attuale 2% al 3,2% (3,5% la media storica).
In tal senso, grazie anche all’elemento della maggiore qualità creditizia, il debito investment grade risulta ancora favorito, mentre i tassi di insolvenza del debito ad alto rendimento potrebbero frenare la asset class. Sono visti in salita dagli esperti intervistati anche gli spread delle emissioni emergenti. I titoli municipali continueranno, inoltre, a rappresentare un'opzione d'investimento diversificata e di alta qualità, con interessanti rendimenti. (riproduzione riservata)