Nel recente Economic&Market Update di JPM AM si evidenziano i percorsi di recupero delle economie a livello globale. I casi e la fatalità dell’epidemia di Covid-19 negli USA evidenziano che il virus si è diffuso ampiamente negli Stati Uniti, che contano circa un terzo dei casi registrati nel mondo, con un numero elevatissimo di decessi. Guardando al di là della recente riduzione di mortalità, la recessione economica che abbiamo davanti sarà probabilmente la più severa dalla Grande Depressione. E’ utile riflettere sulle recessioni passate al fine di poterle utilizzare per tracciare un confronto. La severità delle recessioni è misurata dai picchi negativi del valore del Pil reale. E l'attuale recessione sembra essere la più grave dalla Grande Depressione, secondo JPM AM. Tuttavia, si tratta anche di una delle più brevi, con un orizzonte temporale stimato di appena un semestre (il primo del 2020). Nonostante questo, potrebbe essere necessario aspettare fino a quando non si avrà un vaccino ampiamente distribuito per far si che il Pil reale possa superare il picco del 2019. Gli indicatori a più alta frequenza che monitorano l’attività economica hanno fornito spunti differenti a seconda del settore, dove anche gli alloggi e i trasporti si stanno riprendendo bene. Il settore alberghiero e quello dei viaggi globali sono comunque ancora ben distanti dai livelli pre-pandemia, stessa cosa per la ristorazione. E anche il mercato del lavoro dovrebbe recuperare in maniera piuttosto lenta. Il tasso di disoccupazione Usa a febbraio è sceso ad un minimo che non si vedeva da 50 anni e sebbene il tasso di recupero sia salito in maniera esponenziale in un periodo breve, non si ritiene che la ripresa potrà essere altrettanto rapida. Sono i lavoratori con una bassa retribuzione ad aver perso il posto di lavoro. Il recupero degli utili aziendali dovrebbe essere anch’esso graduale, ed è probabile che i profitti non supereranno il picco registrato nel 2019 fino al 2022, anche se con notevoli differenze settoriali: da preferire la tecnologia e l'assistenza sanitaria, rispetto all'energia e i beni di consumo ciclici. In termini macroeconomici, una volta che l’economia si ristabilizzerà c’è il rischio di un picco dell’inflazione a causa del massiccio sostegno fiscale e monetario fornito dal Governo degli Stati Uniti e dalla Federal Reserve. La Fed si è impegnata in un acquisto illimitato dei vari asset ed ha implementato diverse linee di credito, favorendo la liquidità dei mercati ma c’è tuttora la possibilità che tali misure vengano ulteriormente ampliate. Il Governo degli Stati Uniti ha implementato un pacchetto fiscale eccezionale per mitigare i danni economici, ma non sarà in grado di evitare che l’economia cada in una profonda recessione soprattutto a livello produttivo e in termini di disoccupazione. Ad un prezzo fiscale molto elevato, lasciando l’economia con un rapporto debito/Pil anche al di sopra dei valori dopo la seconda Guerra Mondiale. I casi di default societari negli Usa continueranno ad aumentare, in maniera tale da rendere un’attenta selezione dei titoli ancora più importante. Inoltre, il reddito fisso high-quality continuerà a svolgere un ruolo importante nel fornire protezione agli investitori se la recessione dovesse aggravarsi. Le azioni Usa si sono riprese con una velocità record, tuttavia mentre i mercati guardano già oltre il virus le valutazioni sono ben al di sopra delle medie storiche, essendoci stato quest’anno un netto calo degli utili. I tassi ultra-bassi e gli stimoli della Federal Reserve forniranno ancora un sostegno significativo alle azioni. In termini di scelte di portafoglio, diversi paesi della regione asiatica hanno gestito bene la pandemia e esprimono recuperi più rapidi. Il divario di valutazione tra i titoli azionari Usa e quelli internazionali, già presente prima della crisi, persiste ancora oggi. Le prospettive di crescita a lungo termine delle economie dei mercati emergenti sembrano migliori rispetto a quelle degli Stati Uniti, con valutazioni più a sconto, e in più il dollaro Usa si sta deprezzando. L'Europa così potrebbe presto beneficiare di diversi fattori positivi, ed essere maggiormente apprezzata dagli investitori internazionali. (riproduzione riservata)