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Occhio all’acqua

Milano Finanza - Numero 254 pag. 51 del 24/12/2020

Milano Finanza Intelligence Unit

Dws mette in evidenza che oltre alla riduzione di Co2 è necessario porre attenzione ai rischi associati all’acqua

Occhio all’acqua

Secondo il CIO degli investimenti responsabili di DWS, Petra Pflaum, nel contesto delle scelte responsabili è bene tenere presente, a fianco dei rischi associati alle emissioni di Co2, anche le criticità delle risorse idriche. L’acqua, secondo l’esperto, è infatti diventato negli anni un importante fattore di performance a livello cross-settoriale e di singola società. La società di investimento ha così ideato e sviluppato un vero e proprio water-risk rating, da inserire all’interno del motore di selezione che tiene conto dei fattori ESG. Il contesto è sfidante in quanto il 25% della crescita economica globale deriva da Paesi in cui è presente scarsità di acqua, che sarà destinata ad aumentare nel prossimo decennio. Mentre solo il 2,5% dell’acqua del pianeta è oggi utilizzabile. Gli elementi a cui porre attenzione restano principalmente il cambiamento climatico e la crescita della popolazione, da cui può dipendere un netto peggioramento della gestione idrica a meno di importanti sviluppi tecnologici e di una efficiente sfruttamento della risorsa naturale. D’altronde sia le Nazioni Unite che la World Bank e il World Economic forum segnalano che dal cambiamento climatico possono derivare dinamiche estreme come precipitazioni fuori scala, calure prolungate ed eccessive rispetto alla media, siccità. Tra le mancanze spiccano invece elementi come la frammentata natura della regolamentazione delle risorse idriche nei differenti Paesi, le caratteristiche degli investimenti nell’acqua e nelle infrastrutture necessarie per il suo trattamento, la convinzione errata in numerosi contesti politici che l’acqua sia tuttora a buon mercato e altamente disponibile. In termini di scelte di investimento, un aspetto cruciale è la gestione delle infrastrutture idriche, anche in considerazione del fatto che i livelli dei mari e degli oceani si sta innalzando e una buona parte della popolazione mondiale vive a ridosso delle coste. Sarà necessario un processo consistente di adattamento sia in termini pubblici che privati, in quanto si andrà incontro a maggiore erosione del terreno costiero e contaminazione di corsi d’acqua. Nel caso non si agisse in tempo, in determinate aree si creeranno grandi disagi per il settore manifatturiero, energetico e alimentare. Il water-risk rating tiene conto di questi elementi, con l’obiettivo di segnalare criticità per le aziende maggiormente esposte ai rischi idrici sopra segnalati. Al tempo stesso si ricercano e si assegna il rating più elevato a quelle società che meglio si stanno adattando in termini di processi, per affrontare i cambiamenti climatici dal profilo della gestione dei rischi legati all’acqua. DWS è quindi convinta che oltre alla riduzione di Co2 si d’obbligo guardare, per costruire portafogli robusti, anche alle aziende meglio posizionate come water-risk. Tali società avranno una maggior profittabilità e si adatteranno meglio ai cambiamenti regolamentari e potranno sfruttare le sinergie derivanti dallo sviluppo delle energie rinnovabili. Il water-risk rating si poggia su 4 fonti di informazioni per generare la metrica ricercata, e si tratta di Msci, Trucost, ISS-Esg e Arabesque. In termini settoriali DWS segnala che i maggiori rischi associati alla gestione dell’acqua si riscontrano nelle aziende energetiche, dei materiali di base, nell’alimentare e in alcune utilities. Al contrario le società mediamente meglio posizionate si riscontrano nei settori finanziario, health care, servizi di comunicazione e trasporti; ma anche nelle società che si occupano di fonti rinnovabili, gas industriali, vendite al dettaglio. (riproduzione riservata)

 



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