Goldman Sachs, attraverso Simona Gambarini, senior market strategist, mette in evidenza in una recente analisi le implicazioni per gli investitori del rischio stagflazione, e le mosse giuste per affrontarlo. Il termine stagflazione implica una combinazione di crescita inferiore al trend, inflazione elevata e alto tasso di disoccupazione, combinazione vista per l'ultima volta negli anni Settanta. Anche nel caso questo scenario trovasse conferma, esistono modi per aiutare i portafogli di investimento a contrastarlo. La politica monetaria è diventata più aggressiva - la Federal Reserve, ad esempio, ha aumentato i tassi di 50 punti base a maggio - ma c'è un limite a ciò che la politica può fare. Oggi, infatti, l'inflazione è principalmente il risultato di shock dell'offerta, su cui la politica monetaria può fare poco. I mercati hanno prezzato altri 150 punti base di rialzo dei tassi della Fed entro la fine dell'anno, e i prossimi due probabilmente arriveranno in dosi di 50 punti base ciascuno. Ciò potrebbe essere sufficiente a indebolire la domanda senza avere un grande impatto sull'inflazione trainata dall'offerta, spingendo potenzialmente l'economia verso la recessione, continua Gambarini. Negli Stati Uniti, 11 dei 14 cicli di inasprimento della Fed dalla Seconda Guerra Mondiale hanno portato a una recessione entro due anni dal primo rialzo dei tassi. Il lato positivo è che solo otto di queste recessioni possono essere attribuite anche solo in parte all'inasprimento della Fed, mentre di recente sono stati più frequenti gli atterraggi morbidi. Goldman Sachs prevede però una moderazione della crescita più che una vera e propria recessione.
E si stanno iniziando a vedere alcuni potenziali segnali di allentamento delle interruzioni dell'offerta: ad esempio, i prezzi delle auto usate si siano ridotti e l'inflazione complessiva negli Stati Uniti possa essere prossima al picco, mentre la dipendenza dell'Europa dal gas e dal petrolio russi probabilmente manterrà l'inflazione elevata ancora a lungo. Ad aprile, l'indice dei prezzi al consumo degli Stati Uniti è aumentato a un ritmo annuale dell'8,3%, in calo rispetto all'aumento dell'8,5% di marzo. Se questa tendenza dovesse confermarsi, la Fed potrebbe non essere costretta ad alzare i tassi in modo così aggressivo. Il contesto odierno richiede di riflesso un approccio più attento all'asset allocation. In primo luogo, gli investitori potrebbero prendere in considerazione un aumento dell'esposizione agli asset reali come le materie prime, gli immobili e le infrastrutture, che potrebbero avere le migliori possibilità di sovraperformare in un contesto inflazionistico o di stagflazione. Ad esempio, le Mlp (Master Limited Partnership) del settore energetico che gestiscono gli oleodotti, le raffinerie e le altre infrastrutture necessarie per il trasporto e la raffinazione del petrolio negli Stati Uniti vantano utili elevati e possono offrire agli investitori forti rendimenti da distribuzione. Molte di esse sono inoltre quotate a sconto rispetto alla loro media di lungo periodo, segnala l’esperto di Goldman Sachs. In secondo luogo, potrebbe essere prematuro sottopesare l'esposizione azionaria e creditizia, poiché gli utili e i bilanci societari sono rimasti solidi e la crescita degli utili globali sembra destinata a rimanere forte nel 2022.
I titoli azionari value sembrano più interessanti dei titoli growth. Gli investitori potrebbero anche voler considerare un orientamento verso il credito di qualità superiore (mercati sviluppati rispetto a quelli emergenti, investment-grade rispetto ad high-yield, tasso variabile rispetto a quello fisso). Per quanto riguarda le obbligazioni globali, il 2022 è stato finora uno degli anni peggiori degli ultimi decenni. Ma con i rendimenti reali degli Stati Uniti che stanno entrando in territorio positivo, il tempo per sottopesare significativamente le obbligazioni, in particolare quelle investment-grade di alta qualità, potrebbe essere vicino alla fine, conclude Gambarini. Anche utilizzando gli strumenti indicizzati, le indicazioni operative suggerite sono facilmente replicabili. (riproduzione riservata)