In un recente approfondimento delle dinamiche di mercato di Amundi, intitolato The Day After, si traccia il punto sulle potenzialità ma soprattutto sui rischi che gli investitori si troveranno ad affrontare. Amundi mette innanzitutto in luce come la crisi del Covid-19 ha spinto le banche centrali e i governi ad agire come mai fatto prima, in termini di grandezza e velocità degli stimoli monetari e fiscali applicati. I mercati finanziari si sono subito adattati a questo nuova narrativa, prezzando lo scenario più roseo di una rinascita del giorno dopo attraverso un movimento a V degli indici, ma non è detto che quanto fatto in termini di stimoli sia sufficiente. Sebbene sia stata avviata una sorta di monetizzazione del debito e si è osservata una accelerazione dell’integrazione europea, gli impatti potenziali di una seconda ondata di espansione del virus e conseguenti lockdown non sono stimabili. Ma i mercati preferiscono per ora pensare ad un seconda ondata gestibile, un vaccino ormai in arrivo e una ripresa economica robusta a venire. Ma, secondo Amundi, la ricaduta del Covid-19 sull'economia e la società è profonda e pervasiva, il livello di debito complessivo è alle stelle ed è molto improbabile che alcuni settori riprendano i livelli pre-crisi. Il fenomeno delle società zombie, sostenute dai tassi a zero, è un rischio per il mercato del credito, e numerosi downgrade dovranno ancora arrivare. Un altro nemico da combattere per evitare sconvolgimenti sociali è la crescente disuguaglianza in molte sfere della vita quotidiana. Inoltre, il mantra dei tassi di interesse bassissimi per sempre non è detto sia corretto. I livelli di debito elevatissimi richiederanno un aumento dell’inflazione e rendimenti reali più bassi, e molti dei trade che oggi gli operatori si giocano vanno nella stessa direzione, sebbene interessino asset class differenti: la cosiddetta “long duration call” si riflette in acquisti di T-bond lunghissimi, credito societario, azioni tecnologiche Usa, immobiliare e private equity, ma si tratta sempre della stessa scommessa. Il nuovo target di inflazione media della Fed potrebbe così mantenere i tassi di interesse a breve cadenza bassissimi ma permettere un irripidimento della curva sulle scadenze lunghe, a discapito delle scelte di portafogli prima indicate. Un eventuale allentamento del QE innescherebbe un nuovo taper-tantrum, con impatto anche sull’azionario e in particolare nel settore tecnologico, oggi molto popolato in termini di scommesse rialziste e spesso molto caro in termini di valutazioni e multipli. L’utilizzo dei sistemi big data (come le ricerche di determinate parole nel web a livello mondiale) può essere utile in tal senso per cercare indizi su quando l’inflazione potrebbe riaffacciarsi, portando scompiglio in molte asset class. Le parole d’ordine da qui in avanti saranno, secondo Amundi, flessibilità ed alta liquidità, per cogliere le occasioni che l’incremento di volatilità potrà generare. Il percorso di recupero a livello economico ma anche finanziario sarà accidentato, e non è detto che l’azione politica in atto - che mira a sostituire i brutti recenti ricordi con immagini e aspettative più rosee – vada a buon fine. Anche in termini di prodotti passivi, è preferibile un approccio (riproduzione riservata)