Secondo Kevin Carter, cio e fondatore di Emqq Global, il 2026 dovrebbe essere roseo per gli investitori che guardano all’area emergente in ambito azionario. L’economia digitale globale sta entrando in una fase di trasformazione profonda, guidata non più da miglioramenti incrementali ma da cambiamenti strutturali che coinvolgono in modo diretto i mercati emergenti. Entrando nel 2026, la rapida diffusione degli smartphone, il crollo dei costi dei dati, l’espansione delle reti logistiche e i progressi nell’intelligenza artificiale stanno ridisegnando le economie internet a più alta crescita del mondo. Queste dinamiche stanno ampliando sempre di più l’accesso ai servizi digitali, ai pagamenti elettronici e alla produttività aziendale per miliardi di nuovi utenti.
La Cina sta accelerando sull’intelligenza artificiale, l’India vede maturare il proprio settore internet con l’arrivo sul mercato dei capitali, l’America Latina beneficia di forti trend strutturali in fintech ed e-commerce, mentre il Sud-Est asiatico entra in una nuova fase di monetizzazione. Per gli investitori, questi mercati rappresentano oggi non solo la maggioranza degli utenti internet globali, ma anche alcune delle opportunità di crescita e valutazione più interessanti a livello mondiale, continua Carter. In Cina, in particolare, il settore dell’AI è destinato a rafforzarsi ulteriormente nel 2026. Pur avendo investito molto meno rispetto ai grandi gruppi tecnologici statunitensi, le aziende cinesi hanno già colmato gran parte del divario prestazionale, in quanto i principali modelli hanno raggiunto livelli prossimi ai benchmark americani ma con strutture di costi più efficienti.
Ad esempio, Baidu sta sviluppando chip proprietari e infrastrutture di supercalcolo per ridurre la dipendenza dall’hardware estero e abbassare i costi di addestramento, applicando queste tecnologie anche alla guida autonoma. Mentre Alibaba punta sull’open source e sull’integrazione dell’AI in e-commerce, logistica e cloud, e Tencent su gaming, social media, pubblicità e servizi digitali. Questo approccio orientato alla scala e alla commercializzazione potrebbe accelerare l’adozione dell’AI su vasta base domestica.
Passando all’ India, per Carter il settore internet sta entrando in una fase di piena maturità, grazie all’adozione di massa degli smartphone, al basso costo dei dati mobili e alla crescita degli utenti nelle aree non metropolitane. Aziende come Groww, PhonePe, Meesho, Zepto, Lenskart e Urban Company rappresentano il passaggio da startup sostenute dal venture capital a potenziali leader quotati. Questa ondata di ipo segnala la solidità dell’ecosistema tecnologico indiano e rafforza il ruolo del Paese come uno dei mercati meno penetrati ma più rapidamente digitalizzati al mondo, con prospettive di espansione di lungo periodo.
Mentre in America Latina si individua un potenziale di crescita significativo grazie ai bassi livelli di penetrazione dell’e-commerce e dei servizi finanziari digitali. L’azienda MercadoLibre resta il perno dell’economia digitale regionale, sostenuta da una logistica sempre più efficiente e da una transizione strutturale dall’offline all’online, con una crescita dei ricavi superiore al 30% per 27 trimestri consecutivi. Parallelamente, Nubank sta espandendo rapidamente la propria base clienti in Paesi come Messico e Colombia grazie a un modello di banca digitale a basso costo e a un’offerta in continua espansione. Infine, nel Sudest asiatico, piattaforme come Sea Limited e Grab stanno passando da una strategia focalizzata sulla crescita a una fase di monetizzazione ancor più disciplinata.
A sua volta, Shopee sta migliorando l’efficienza operativa e i ricavi da pubblicità, mentre Grab punta sui servizi a più alto margine e sullo sviluppo del fintech. Un contesto competitivo più razionale e una domanda digitale in aumento pongono le basi per una redditività più sostenibile. Nonostante questo contesto favorevole ed omogeneo a livello emergente globale, le valutazioni dei titoli tecnologici nei mercati emergenti restano più attraenti rispetto a quelle dei principali mercati sviluppati, non certo a sconto. Con l’accelerazione dell’adozione digitale e il rafforzamento dei modelli di business, i mercati emergenti si confermano uno dei temi di crescita strutturale più solidi per il 2026 ma anche per gli anni successivi, concluse il fondatore di Emqq Global.
Per chi utilizza strumenti come gli Etf, l’offerta di sottostanti azionari che mirano all’ambito emergente diversificato ma anche sui singoli Paesi in via di sviluppo è estremamente ricca. (riproduzione riservata)