
L’azionario giapponese prosegue imperterrito con il vento in poppa. Guardando al momentum dei prezzi, da un anno a questa parte il Nikkei 225 ha doppiato le performance, già molto toniche, dell’azionario mondiale e dell’S&P500 americano, riagganciando livelli che non si vedevano da oltre 30 anni; e da inizio anno è già in allungo del 17% circa in valuta locale (dati al 22 febbraio 2024), 12% circa valorizzando in euro. Si tratta di una rimonta che arriva da lontano, in quanto nei decenni precedenti gli indici occidentali hanno realizzato importante performance, mentre il Giappone era rimasto notevolmente indietro. Ma ora l’aria sembra mutata, e può valere la pena cavalcarla nonostante gli allunghi già espressi negli ultimi anni.
Ragionando in euro, si è osservato negli ultimi 4 anni un notevole deprezzamento dello yen conto l’euro, passato da circa 120 yen agli attuali 160 circa, dinamica che ha eroso parzialmente le performance degli strumenti di investimento non coperti dalle oscillazioni valutarie del Sol levante.
In Italia, l’offerta di prodotti legati a tale sottostante è elevata, e sono a disposizione anche Etf con hedging valutario. Ad esempio, l’Etf Bnpp Easy Msci Japan Esg Minimum TE euro hedged è agganciato ad un paniere di azioni giapponesi che soddisfano determinati requisiti di sostenibilità, e prevede la sistematica copertura del rischio di cambio. Grazie a questi elementi, in particolare al secondo, il delta di rendimento rispetto a qualsiasi strumento senza hedging è risultato negli ultimi anni molto elevato; ad esempio, rispetto all’indice Nikkei225 (valorizzato in euro) il delta di performance dell’Etf è prossimo al 15% (al 16 febbraio 2024, dati Bloomberg) negli ultimi 12 mesi, per buona parte imputabile al deprezzamento dello yen rispetto all’euro.
Sabrina Principi, Bnpp Am

Sabrina Principi, Head of Business Development ETF & Index Solutions Sud Europa Bnpp Am, specifica alcuni elementi a tal proposito, sottolineando che “anche grazie alle solide performance degli indici azionari giapponesi, il patrimonio dell’Etf Bnpp Easy Msci Japan Esg Minimum TE euro hedged ha raggiunto di recente il valore di 1,5 miliardi di euro. Sebbene non si tratti espressamente di un prodotto marchiato Sri, e adotta quindi filtri di sostenibilità meno stringenti, l’Etf riesce comunque a soddisfare l’articolo 8 della normativa Sfdr, grazie alle lenti Esg adottate da Msci.
Inoltre, adotta una metodologia con permette di minimizzare il tracking error rispetto all’indice di riferimento, il Msci Japan, pur soddisfacendo requisiti di sostenibilità, confermati dalla label Esg francese Isr e dal rating Msci del paniere pari ad AA. I flussi verso l’azionario giapponese sono stati molto elevati negli ultimi mesi: gli investitori istituzionali esteri (fonte Financial Times) hanno acquistato ben 19 miliardi di azioni giapponesi solo dall’inizio del 2024, 2 miliardi solo nelle ultime 2 settimane”.
Per quanto riguarda la metodologia di selezione Esg utilizzando la logica del minimum tracking error, si parte da uno screening di sostenibilità che tiene conto dell’esposizione alle armi, all’energia fossile, al tabacco, in modo da escludere il 20% di aziende mal posizionate in tal senso. Successivamente si innesca il processo di minimizzazione del tracking error rispetto all’indice originario, dove ogni singolo elemento si può scostare rispetto all’indice originario fino ad un massimo del 2%, che può salire al 5% se considerato a livello di intero settore o singolo Paese.
Vengono, inoltre, adottati filtri in merito al massimo turnover durante i ribilanciamenti dell’indice; per l’Etf prima indicato, legato all’azionario giapponese, il tracking error rispetto all’indice di riferimento nell’ultimo anno è stato calcolato allo 0,05%. Ad oggi, si osserva un leggero sovrappeso nell’indice a favore dei settori risorse di base, industriali, servizi di comunicazione e immobiliare, a scapito di information technology, utilities, beni di consumo e asset finanziari. (riproduzione riservata)