
Lo stile attivo, in ambito Etf, continua a prendere più piede anche in Europa e Italia, per una serie di motivazioni. Nel recente studio Professional Investor Dna Survey di Fidelity International, infatti, viene messo in evidenza che a livello europeo la domanda di Etf a gestione attiva da parte degli investitori professionali è in costante crescita. Il 37% degli investitori intervistati prevede un aumento delle allocazioni in Etf attivi nei prossimi 18 mesi, e tale percentuale sale anche oltre il 60% tra gli intermediari; inoltre, tra i motivi principali per cui si scelgono gli Etf attivi spiccano la riduzione dei costi, la generazione di alfa (cioè di extra-rendimento) e l'accesso ad aree specifiche di investimento.
Il mercato europeo degli Etf ha continuato a crescere in modo significativo nel 2024, superando per la prima volta i 2 mila miliardi di dollari di asset in gestione. Nonostante ciò, gli Etf attivi rimangono tuttora relativamente poco rappresentati, con ampi spazi di crescita. Secondo Morningstar, gli Etf attivi rappresentano l'8% dell'intero mercato statunitense degli Etf, mentre in Europa la percentuale è finora limitata al 3%. Tuttavia, è in atto un cambiamento significativo, in quanto il mercato europeo degli Etf attivi ha registrato una forte espansione, da 38 miliardi di dollari a 64 miliardi di dollari nel 2024. L'indagine, condotta su oltre 120 investitori istituzionali e intermediari in Europa e Asia, in collaborazione con Crisil Coalition Greenwich, ha confermato che quasi un quarto degli investitori professionali (24%) utilizza già gli Etf attivi.
La previsione è che, nei prossimi 18 mesi, la domanda di tali strumenti aumenterà più rapidamente rispetto a qualsiasi altro tipo di veicolo di investimento, con quasi il 40% degli investitori che prevede un aumento delle allocazioni. Per gli esperti di Fidelity, la previsione di crescita dell'allocazione degli Etf attivi riflette l'evoluzione delle preferenze degli investitori, sempre più consapevoli delle peculiarità di questi strumenti, che combinano i vantaggi dei fondi attivi tradizionali - flessibilità, potenziale di sovraperformance - e quelli degli Etf: costi inferiori, trasparenza e facilità di accesso. Pwc prevede che il mercato globale degli Etf crescerà ad tasso di crescita medio annuo del 17%, e prevediamo che gli Etf attivi cresceranno ancora più rapidamente. Gli Etf attivi sono un motore di crescita importante per Fidelity e, in prospettiva, ci troviamo di fronte a un mercato sempre più complesso, caratterizzato da valutazioni elevate e vari fattori di incertezza.
Secondo Andrea Semino, Sales Director Etf & Index Italy di Fidelity International, «l’idea di base in un Etf attivo è quella di integrare la ricerca fondamentale nella fase di costruzione di portafoglio al fine di ottenere prodotti più efficienti e performanti rispetto a quelli a replica pura. Si tratta dunque di un approccio che risulta premiante sulla maggior parte delle asset class liquide, dove la gestione attiva è in grado non solo di compensare i costi di gestione, ma anche di generare alfa dalla selezione dei singoli titoli. Un esempio che spiega come questi strumenti possano essere validi, indipendentemente dall’area geografica o dalla classe di attività sono gli Etf Fidelity Research Enhanced sul mercato azionario americano o sulle obbligazioni societarie globali investment grande: in entrambi i casi, gli investitori hanno beneficato di sovra-rendimenti significativi pur mantenendo un’esposizione fedele al mercato di riferimento». (riproduzione riservata)