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La carica dell’uranio

04 maggio 2024, 02:00

Milano Finanza Intelligence Unit

Gli investimenti verso la transizione energetica e il nucleare pulito coinvolgono le azioni della filiera, che possono dare belle soddisfazioni

La carica dell’uranio

Martijn Rozemuller, Ceo di VanEck Europe, mette in evidenza i fattori che stanno mettendo il turbo alla rinascita del nucleare, a partire dai timori per la sicurezza. E con i governi che si impegnano a costruire nuovi reattori, i prezzi delle azioni dell'industria nucleare sono in rialzo. D’altronde, quando la Russia ha invaso l'Ucraina nel 2022, ha scatenato una crisi energetica globale che ha ricordato ai governi di tutto il mondo la necessità di energia sicura. Due anni dopo, la produzione di energia nucleare è destinata ad espandersi rapidamente grazie ai piani per la costruzione di nuovi reattori.

Si è assistito a un cambio di rotta nelle politiche globali verso l'energia nucleare, sia per rafforzare la sicurezza che per ridurre le emissioni. Alla conferenza Cop 28 dello scorso dicembre, più di 20 nazioni - tra cui Stati Uniti, Francia e Regno Unito - si sono impegnate a lavorare per triplicare la capacità energetica nucleare globale entro il 2050. Mentre la progettazione e la costruzione di nuovi generatori possono richiedere molti anni, Rozemuller segnala che la produzione globale di energia nucleare è pronta a battere nuovi record già nel 2025, secondo il rapporto Electricity 2024 dell'Agenzia Internazionale dell'Energia (Aie). Nuovi reattori entreranno in funzione in mercati importanti come Cina, India, Corea ed Europa.

Tutto questo va a favore delle aziende coinvolte nella filiera dell’uranio, e il prezzo dell'ossido di uranio, il principale combustibile per i reattori nucleari, sta già salendo. Dopo aver subito pressioni nel 2011, quando l'incidente giapponese di Fukushima ha colpito la domanda, i prezzi sono tornati a salire nel 2021, quando le interruzioni causate dalle chiusure del Covid hanno colpito le forniture e creato carenze. Da allora i prezzi sono aumentati di oltre il 250%. Tale dinamica ha risollevato le sorti e i prezzi delle azioni delle società coinvolte nell'industria nucleare, dai produttori di reattori ai minatori di uranio. Un elemento di rischio da segnalare risiede nel fatto che è evidente una forte concentrazione settoriale per gli Etf che seguono questo tema, e questo comporta di fatto elevata volatilità.

ETF SU AZIONI URANIO

La carica dell’uranioLa carica dell’uranio

Ma con l'elettrificazione del mondo, aumenta la domanda di elettricità e la domanda cresce anche grazie ai data center, all'intelligenza artificiale e alle criptovalute. L'Aie prevede che il loro consumo di elettricità raddoppierà entro il 2026. Il nucleare è una delle principali opzioni disponibili, che può anche offrire una maggiore sicurezza energetica ai Paesi che non dispongono di petrolio e gas. Non c'è da stupirsi se la Svezia si è impegnata a costruire altri due reattori entro il 2035 e l'equivalente di altri 10 entro il 2045; il Giappone ha riavviato tre reattori che erano stati messi fuori uso nel 2023; l'America ha recentemente collegato il suo primo nuovo reattore in otto anni. E poi c'è la Cina, che ha in programma ben 150 reattori nel prossimo decennio.

I nuovi reattori del mondo non saranno però come quelli del passato, perché la tecnologia si sta evolvendo. Le tecnologie esistenti, come i piccoli reattori modulari, faranno la differenza in termini di efficienza. Inoltre, la fusione nucleare sembra ora un po’ più vicina e, a differenza degli attuali reattori nucleari a fissione, la fusione non produce scorie pericolose che devono essere smaltite. I governi si stanno affrettando a pianificare una maggiore quantità di energia nucleare per garantire un futuro sicuro e a basse emissioni di carbonio. In questo contesto, l'industria nucleare sembra essere tornata al centro dei piani per la produzione di energia e potenzialmente destinata a rimanere tale. Ovviamente, conclude Rozemuller, questo non significa necessariamente che i prezzi delle azioni delle società coinvolte saliranno nei prossimi anni, ma le premesse al momento appaiono buone. (riproduzione riservata)



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