
Un tema più che mai di attualità coinvolge la parità tra i sessi, ma anche nel mondo degli investimenti tale dialettica ha, da tempo, preso piede. Ubs Am si chiede quanto possa impattare il genere sulla redditività degli investimenti, e se abbia senso creare prodotti che tengano conto dei risultati di studi dedicati. Un'analisi di lungo periodo ha rivelato che la diversità di genere all'interno delle aziende può avere implicazioni positive sulla loro redditività, performance finanziaria e di conseguenza sull’impatto in Borsa. Ad esempio, dal 2012, l'indice Solactive Equileap Global Gender Equality 100 Leaders, progettato per replicare la performance delle aziende leader dal punto di vista della sostenibilità e della diversità di genere, ha sovraperformato l'indice Msci World di 53 punti base ogni anno, un valore non indifferente sul lungo termine.
Al tempo stesso, McKinsey & Company nel 2020 ha condotto una ricerca che ha valutato la probabilità che le aziende attente alla diversità di genere superino finanziariamente (in termini di redditività) i loro competitors. Il risultato è che tale probabilità non solo è significativamente più elevata ma anche in aumento nel tempo (15% nel 2014 rispetto al 25% nel 2019). Peraltro, maggiore è risultata la rappresentanza femminile nei team esecutivi delle società considerate, più alta anche la probabilità di sovraperformance.
Il raggiungimento dell'equilibrio di genere a tutti i livelli di un'organizzazione accresce l'intelligenza collettiva di un'azienda e la sua capacità di navigare efficacemente in un ampio spettro di situazioni complesse. La competitività dipende, secondo Ubs Am, anche dalla capacità di reclutare e mantenere una forza lavoro diversificata, per poter soddisfare le esigenze di un'ampia base di clienti. E un alto grado di diversità di genere è indice di un'organizzazione ben gestita e dotata delle politiche necessarie per attrarre i talenti giusti e creare le condizioni per una maggiore produttività. Questi risultati suggeriscono che la diversità di genere all'interno delle aziende può costituire un vantaggio competitivo.
Ogni anno la società Equileap conduce una ricerca in cui quasi 4 mila società quotate in Borsa di diversi mercati vengono analizzate sulla base di numerosi parametri, per valutare i loro progressi verso la parità di genere. E qui si innesta il listing da parte di Ubs Etf dell’Etf Ubs Gender Equality, che punta a cogliere il potenziale dell'equilibrio di genere traccando l'indice Solactive Equileap Global Gender Equality 100 Leaders, che adotta anche filtri Esg più ampi (esclusione delle aziende il cui fatturato deriva per buona parte dai business di alcolici, tabacco, gioco d’azzardo, armi, etc). Il benchmark replica la performance delle principali società leader in termini di parità tra i sessi a livello internazionale.
La diversificazione geografica è ottenuta anche grazie al fatto che delle 100 aziende finali 50 saranno statunitensi e le rimanenti appartenenti ad altre aree geografiche. Nessun Paese, salvo gli Stati Uniti, sarà rappresentato da più di 10 aziende e l'indice finale (rivisto ogni trimestre e ribilanciato ogni anno) è equamente ponderato, assegnando un peso dell'1% ai singoli titoli.
In merito al portafoglio diversificato per genere, nel Global Report 2023 di Equileap emerge che, come negli anni precedenti, gli Stati Uniti e il Giappone sono identificati come ritardatari, mentre Australia e alcuni altri Paesi europei (ad esempio Francia, Regno Unito, Norvegia, Spagna e Italia) sono identificati come leader, da cui deriva una relativa sovraponderazione. In modo analogo, alcuni settori come quello finanziario (ma anche servizi di comunicazione, beni di consumo di base, utilities e real etate) vengono sovrappesati perché presentano in media valori elevati nei punteggi di Equileap.
Al contrario, il settore IT in media evidenzia una performance negativa in termini di punteggio gender, ed è quindi sottopesato, assieme ai beni di consumo ciclici e health care. Le saltuarie differenze tra i due indici derivano principalmente dall’esposizione complessiva ai fattori, con il Global Gender Equality 100 solitamente più orientato al valore piuttosto che alla crescita. Ciò spiega perché in periodi come il 2021 si è assistito ad una sovraperformance positiva dell'Indice di genere, mentre in altri periodi, come il 2020 o il 2023, l'Msci World ha sovraperformato. (riproduzione riservata)