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L&G e l’illusione monetaria  

Milano Finanza - Numero 197 pag. 43 del 05/10/2019

Milano Finanza Intelligence Unit

L’asset manager analizza le problematiche legate al segno meno davanti al rendimento dei bond, a cui l’investitore si deve abituare.  

L&G AM, attraverso un’analisi del team fixed income nel CIO Outlook, mette sotto osservazione il bias cognitivo associato agli attuali livelli dei tassi di interesse, o meglio dei rendimenti a scadenza negativi delle obbligazioni. Il rendimento a scadenza del Bund a dieci anni è infatti stabilmente in territorio negativo dallo scorso maggio, con una accelerazione verso -0,70% tra agosto e settembre. E questo implica che chi acquista una obbligaizone agli attuali prezzi deve mettere in conto una perdita in valore assoluto, in un contesto in cui l’inflaizone è invece positiva. Gli esperti mettono in luce che quella che una volta era considerabile come un laghetto di titoli a reddito fisso a rendimento negativo ora è diventato un oceano, con migliaia di miliardi di dollari di obbligazioni che non remunerano il capitale impiegato. Questo fenomeno pone numerose sfide agli investitori, non da ultimo di carattere cognitivo. Il segno meno, in materia finanziaria, è spesso difficile da digerire per la mente umana a causa della teoria dell’illusione monetaria, che suggerisce di giudicare i risultati in termini nominali piuttosto che reali. Questo significa che ci si può sentire a proprio agio se lo stipendio sale del 10% e i prezzi al consumo aumentano dello stesso importo, anche se, in termini reali, il nostro guadagno è nullo. Quindi lo shock dei rendimenti negativi dovrebbe essere più facile da elaborare se visto insieme ai rendimenti reali, che sono stati a loro volta negativi in un certo numero di mercati per alcuni anni e, sporadicamente, nel corso della lunga storia finanziaria. Fondamentalmente, indipendentemente dai livelli di rendimento, si ritiene che gli investitori dovrebbero considerare le attività a reddito fisso nel contesto dei risultati che cercano di raggiungere: quindi, anche se sono alla ricerca di un rendimento nominale positivo, queste obbligazioni possono comunque svolgere una parte ragionevole di un’asset allocation complessiva. Ma nonostante la stranezza dei tassi negativi, l’analista non crede che le obbligazioni siano nel bel mezzo di una bolla in cui il mercato si disallinea completamente dai fondamentali. Si vede ancora poco dell’esuberanza degli investitori comunemente associata alle ultime fasi delle bolle, a parte i flussi obbligazionari persistentemente elevati negli Stati Uniti da parte degli investitori retail. Alcuni investitori cercano rendimenti positivi assumendo maggiori rischi, ma altri sono limitati dal rischio, per cui i cambiamenti rimangono marginali. Ciò significa che l’attuale dinamica dei rendimenti può continuare, migliorando ulteriormente la performance dei mercati obbligazionari. Ma quanto possono scendere ancora i rendimenti? Sarebbe allettante definire un livello minimo di rendimento, soprattutto nel mercato del Tesoro statunitense, dato che il mercato ha già prezzato in termini di notizie negative e azioni economiche da parte della Fed. Ma poiché nei prossimi mesi e anni ci troveremo di fronte a eventi significativi con risultati binari, tra cui le ostilità commerciali in corso e le elezioni presidenziali americane del prossimo anno, la gamma potenziale di misure di rendimento rimane particolarmente ampia. Quando i rendimenti aumenteranno non si prevedere comunque una vendita su larga scala, fintanto che l’inflazione rimarrà bassa e la politica monetaria sulla traiettoria attuale. Secondo gli esperti di L&G un’inflazione significativamente più elevata è una condizione preliminare per un’inversione di tendenza dannosa sui mercati obbligazionari globali, ma non è attualmente un rischio. Meglio piuttosto diffidare delle attività che potrebbero essere vulnerabili nel caso in cui le banche centrali spostino la loro posizione politica o la loro funzione di reazione, innescando eventi negativi di liquidità. Si tratta di parti del mercato in qualche modo esotiche che si sono dimostrate molto popolari a causa del calo dei tassi; ad esempio, aree in cui gli standard di sottoscrizione si sono indeboliti, come i prestiti con leva finanziaria «covenant-lite». Ma, in linea generale, si ritiene che di fronte al diluvio di titoli a rendimento negativo, gli investitori dovrebbero focalizzarsi sul fatto che si tratta di bond che richiedono una valutazione attenta e una gestione del rischio, anche se con segno meno davanti al rendimento. (riproduzione riservata)



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