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L’Etf sfida il rischio

04 gennaio 2025, 02:00

Milano Finanza Intelligence Unit

Investitori a caccia di prodotti per bloccare i rendimenti e ampliare la diversificazione: in pole position comparti a scadenza ed equiponderati

L’Etf sfida il rischio

Il mercato degli Etf varrà 20 mila miliardi di dollari entro il 2028, secondo Invesco. Questo implica una crescita annua composta superiore al 12%, grazie a differenti fattori che possono variare anche in base all’area geografica considerata. In ambito statunitense, la svolta verso Etf a gestione attiva sarà un game changer, con un passaggio dai classici fondi allo strumento Etf attivo, anche in ambito obbligazionario.

Nell’area europea, evolverà il modello distributivo con la crescita della consulenza a pagamento, ma l’aumento degli Etf coinvolgerà anche fondi pensione, asset manager e assicurazioni. Inoltre, crescerà l’offerta di sottostanti attenti al fenomeno Esg e alla transizione climatica, ma an che qui la svolta verso l’attivo prenderà piede, a fianco della crescita dell’offerta in ambito fixed income. Nell’area asiatica ci si aspetta una impennata nell’utilizzo degli Etf da parte del retail, oltre che delle banche centrali.

Focalizzando sull’Europa, entro il 2029 le masse investite sono attese in crescita del 12,6% medio annuo, con una previsione di estensione fino a 4 mila miliardi di dollari, rispetto agli attuali 2.100 miliardi. L’Etf sarà sempre più considerato come un contenitore dove inserire sia strategie passive che attive. L’asset class obbligazionaria ha attirato negli ultimi due anni il 35% di nuove masse, facendo sì che il patrimonio complessivo valga circa il 22% a livello europeo. I canali digitali di raccolta sono visti in forte crescita, e dovrebbero attirare, nei prossimi 5 anni, fino al 30% delle nuove masse investite in Etf, sempre a livello europeo. Anche il tema Esg rimane caldo, con una raccolta netta attesa fino al 25% nei prossimi anni, rispetto al picco del 61% osservato nel 2022. In ambito attivo l’Europa rimarrà però indietro rispetto agli Stati Uniti.

In merito agli Etf obbligazionari, il 2023 è stato un anno record su scala globale per la raccolta, grazie ai 68 miliardi di nuovi flussi osservati nel 2023. Ma anche il 2024 promette molto bene, con 58 miliardi certificati nei primi 10 mesi dell’anno. Invesco si aspetta flussi elevati anche per i prossimi mesi, sulla scia di un contesto macro favorevole all’asset class e rendimenti a scadenza ancora elevati. Gli yield elevati sono affiancati da aspettative di discesa nel corso del 2025, anche per via di un’inflazione sotto controllo. Nel 2024, ben il 40% della nuova raccolta ha interessato la parte a brevissimo della curva, sotto l’anno di scadenza residua, grazie al delta di rendimento rispetto alle scadenze più impegnative. Un’evoluzione importante di prodotto si identifica negli Etf a scadenza, che permettono di cristallizzare i rendimenti in modo meno aleatorio rispetto agli Etf che replicano indici senza data di scadenza.

FLUSSI VERSO ETF AZIONARI

L’Etf sfida il rischioL’Etf sfida il rischio

L’asset class azionaria continua però a dominare come nuovi flussi, anche grazie alle performance restituite nel corso dell’anno. I nuovi flussi superiori a 150 miliardi nei primi 10 mesi dell’anno segnalano l’appetito al rischio, con una preferenza verso sottostanti Usa o posizioni globali a discapito dell’azionario europeo.

Guardando al 2025, Invesco si chiede se il mercato continuerà a fidarsi degli indici market cap oppure se si osserverà una svolta verso, ad esempio, gli indici equal weight, in grado di spalmare meglio il rischio. Inoltre, i rischi geopolitici ed economici potrebbero portare più interesse verso scelte difensive, come le strategie a volatilità controllata. A seguito dell’elezione di Trump si è infatti osservata una impennata verso il fattore equal weight, oltre che uno strappo in termini di performance per tutto ciò che è legato al mondo cripto. Infine, la buona performance nei prezzi dell’oro non si è riflessa in nuovi flussi in termini di Etc, anche se altre materie prime hanno sofferto molto di più a livello di interesse degli investitori. (riproduzione riservata)



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